“Il confronto politico è il sale della democrazia”

benedetto gallitelli

“Non avrei mai immaginato di partecipare al primo consiglio comunale del 2020 provando un forte imbarazzo e una grande delusioni per chi come me ha sempre creduto nel valore della politica e del suo ruolo nell’esclusivo interesse della collettività”.

Inizia così la nota politica di Benedetto Gallitelli, capogruppo in consiglio comunale di “Più Policoro”.

“Dopo tre settimane di assoluto silenzio – prosegue Gallitelli –  il Sindaco ufficialmente comunicava al consiglio comunale che nella mattinata aveva proceduto a firmare il reincarico di assessore a Titti Cacciatore.

Atteso che è un obbligo politico e morale motivare le dinamiche politiche che hanno comportato le dimissioni dell’assessore e il successivo provvedimento di reincarico, ciò che ha suscitato imbarazzo è stato ancora una volta l’atteggiamento spocchioso del sindaco di non fare nessun commento rispetto ad un atto politico di particolare gravità.

Questo atteggiamento nei confronti dei consiglieri comunali non è solo un’offesa per i rappresentanti istituzionali ma è soprattutto la mancanza di rispetto e di educazione nei riguardi dei cittadini che non possono essere ignorati e offesi nella loro intelligenza.

Aggiungo inoltre sindaco Mascia che con la tua solita protervia e alterigia non è consentito definire l’introduzione del dibattito sulle dimissioni di un assessore “divertente e strumentale” così come, ad una persona che non ha mai conosciuto la grammatica della politica, non è consentito affermare che: “non ritiene opportuno rispondere alle richieste semplicemente perché le ignora”.

L’indifferenza per l’opinione altrui non è solo un modo indiretto di vanità e a tal proposito ritengo che un bel bagno di umiltà ti farebbe solo bene, ma questo atteggiamento sprezzante verso gli altri certamente non depone bene soprattutto per gli interessi dei cittadini, la cui distanza è diventata siderale.

Sottolineo che il comportamento tenuto in consiglio da Mascia e condiviso dal vice Marrese, dal presidente Ranù e dalla maggioranza si è tradotto in un silenzio che alle mie orecchie rimbombava come la chiusura di un accordo di potere sottoscritto da mesi.

Nel concludere constato con profonda amarezza che questa maggioranza si è ritagliato un ruolo di spettatore passivo in un confronto politico interessante e responsabile, creando un deserto politico che inevitabilmente danneggia le legittime aspettative delle famiglie e cancella i sogni dei nostri ragazzi che sono costretti a dover abbandonare il proprio paese in cerca di un posto di lavoro”.

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