A Tinchi Archeoart ripercorre le origini dei culti religiosi nel Metapontino

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Il team di Archeoart Basilicata durante il convegno dedicato alla figura di Angelina Lo Dico, che si svolgerà presso la Chiesa Madonna del Carmine di Tinchi, il 16 luglio prossimo alle ore 20,30,  presenterà un contributo sulle origini dei culti religiosi nel territorio interno della chora metapontina.

Il convegno rientra nelle attività previste per i festeggiamenti in onore della Madonna del Carmine, dal 16 al 20 luglio 2014, organizzate dal comitato Feste di Tinchi con il patrocinio dell’amministrazione comunale di Pisticci e la partecipazione della stessa Archeoart e delle associazioni Etnie e Ligustrum Leuc. Nell’occasione verrà presentato un percorso espositivo riguardante la ritualità e la religiosità nel territorio e la figura emblematica della “maestra santa” Angelina Lo Dico.

Come riferisce Antonio Affuso, archeologo e direttore di Archeoart, durante l’età del Ferro i territori di Tinchi-Caporotondo e San Leonardo sono sedi di piccole realtà indigene distribuite lungo il tratturo che si dirama verso Pisticci. A questa fase risalirebbero i resti di un santuario collegato al culto delle acque, primo esempio evidente di religiosità. Il santuario, in seguito alla fondazione della colonie greche, mostra i segni di una contaminazione religiosa dovuta ai nuovi arrivati. Nel corso del V secolo i greci sviluppano una poderosa opera di bonifica che vede la costruzione di una fitta rete di canali distribuiti nel territorio fra i fiumi Bradano e Basento.

Il territorio agrario, retrocostiero, di cui fa parte la stessa Tinchi, evidenzia un sistema di divisione in appezzamenti delimitati da strade e canali, riferibili a fattorie del periodo ellenistico-lucano, di cui si ritrovano numerose tracce archeologiche. Questa prima divisione agraria verrà in parte ripresa durante l’età moderna, nel periodo della riforma fondiaria, riproponendo modelli rurali simili, per certi versi, a quelli che hanno caratterizzato il territorio nell’antichità.

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