Pisticci: Le motivazioni della Corte dei Conti sulla truffa ai danni del Comune

La truffa ai danni del Comune di Pisticci, che ha portato ad un ammanco di un milione di euro, è stata il frutto di un concorso tra il comportamento doloso di due dipendenti e la gravissima e colpevole disattenzione degli obblighi di servizio di altri dipendenti comunali. Lo ha stabilito la sezione giurisdizionale di Basilicata della Corte dei Conti nella sentenza numero 186 con la quale ha condannato in solido per danno erariale il funzionario comunale Umberto Giorgetti (appena sospeso per 6 mesi dal servizio) ed il suo collega, ora in pensione, Rosario Malvaso. La loro azione, ha scritto nelle motivazioni la Corte, era “finalizzata non solo all’indebita appropriazione di somme di denaro, ma anche ad occultare il danno prodotto alle finanze comunali”. Ora dovranno risarcire Palazzo Giannantonio con 1.105.524,76 euro, oltre interessi e rivalutazione. Per entrambi la Corte ha riconosciuto un ruolo attivo, doloso, che ha portato nel periodo 1999-2006 ad architettare 212 procedimenti di spesa irregolari in favore di un limitato gruppo di ditte operanti soprattutto nel settore edile che hanno comportato, si legge nella sentenza, “un esborso per le finanze comunali, pari ad € 1.105.524,76, inutile e dannoso in quanto i lavori di cui dovevano essere il corrispettivo, non sono risultati effettivamente eseguiti”. Da qui la rilevante condanna contabile per Giorgetti e Malvaso, rinviati a giudizio dal Tribunale di Matera nel procedimento penale parallelo, nel quale sono indagati anche 9 imprenditori. L’azione dolosa dei due, però, ha motivato la Corte è stata agevolato “dalla gravissima e colpevole disattenzione degli obblighi di servizio di vari altri dipendenti comunali”, del pari condannati ma solo per colpa: hanno avuto “una corresponsabilità nella produzione del danno erariale, atteso che la loro marcata disattenzione non ha consentito il fisiologico esercizio delle funzioni di controllo e riscontro previste dalle succitate norme e ha permesso ai due dipendenti infedeli la dolosa sottrazione di risorse finanziarie”. Proprio in merito alle condanne per omessa vigilanza, Nicola Cataldo, difensore di uno dei funzionari condannati, ha voluto ricordare che gli impiegati diversi da Giorgetti e Malvaso non hanno intascato un centesimo e <>, preannunciando <>.

Piero Miolla

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