“Ministro Speranza non si banalizzi la questione dell’aborto”

Scritto da Emmenews on . Postato in Cronaca

pillola

Il presidente della Consulta Regionale delle Aggregazioni Laicali di Basilicata Lindo Monaco, i presidenti delle consulte diocesane di Potenza, Matera, Melfi, Tursi-Lagonegro e i responsabili di numerosi movimenti ecclesiali lucani hanno sottoscritto un messaggio indirizzato al ministro della Salute Roberto Speranza in cui chiedono maggiore attenzione sulla questione aborto dopo la decisione di somministrare la pillola Ru486 senza obbligo di ricovero e fino alla nona settimana di gestazione.

Attraverso poche parole, abbandonando lo stile comunicativo misurato e istituzionale tenuto durante l’emergenza Covid-19, – si legge nella lettera – Lei ha di recente voluto con enfasi annunciare nuove direttive in materia di aborto farmacologico, precisando che a breve l’uso della RU-486 sarà consentito senza obbligo di ricovero e fino a tutta la nona settimana di gestazione.

Tali scelte sembrano consolidare la scelta di una privatizzazione e ulteriore banalizzazione della vicenda abortiva, sottostimando peraltro i danni per la salute della donna, sui quali esiste una vasta casistica, derivanti dall’uso di un composto chimico e le connesse conseguenze psichiche.

Lei ha affermato che si tratterebbe di direttive “basate sull’evidenza scientifica”, eppure sussiste una primigenia verità: l’indiscutibile e intangibile dignità della vita, di ogni vita che fin dal suo albore resta in se stessa, sempre e comunque, un bene intangibile e indisponibile. Continuare ad ampliare le possibilità di soppressione della vita smentisce di fatto tale evidenza, e non mostra adeguato interesse per il sostegno alla natalità e per l’effettiva tutela del concepito.

Lei definisce queste direttive “un passo avanti importante nel pieno rispetto della 194” e in tal modo sembra schierarsi dalla parte di chi interpreta e attua tale legge senza tenere in sufficiente considerazione le finalità annunciate dal suo art. 1, ove si afferma che lo Stato “riconosce il valore sociale della maternità e tutela la vita umana dal suo inizio”.

Ci aspettiamo dunque che Lei, Ministro della Repubblica e rappresentante di tutti i cittadini, voglia impegnarsi nel superamento della sostanziale doppiezza della 194 e che non si fermi ad una sua lettura a senso unico, per cui Le chiediamo di concretizzare quanto della legge resta largamente inapplicato, attraverso il potenziamento dei Consultori, specifiche campagne di informazione in favore della vita e, soprattutto, fornendo idonei sostegni alle donne e ai nuclei familiari, per affrontare la vasta complessità di motivazioni e superare le cause che conducono all’aborto volontario”.

 

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