Itrec di Rotondella: L’opinione di NoScorie sulla bonifica

Scritto da Emmenews on . Postato in Cronaca

E’ pronta la replica dell’associazione ambientalista “Noscorie” alla notizia dell’inizio dei lavori di bonifica all’impianto Itrec di Rotondella.
L’associazione si chiedo, sperando non succeda nulla di grave, oramai a circa dieci anni dalla”resistenza lucana”, se è l’unica cosa possibile da fare!
Certo trattasi di lavori estremamente pericolosi – è scritto nella nota – e che potrebbero avere rilevanza esterna ma, nessuno ne parla con le cavie, ovvero gli indigeni. Secondo gli sperimentatori la rilevanza esterna viene evitata dal fabbricato che realizzeranno sul manufatto cementizio, prima dei lavori. Sarà possibile, così, controllare le polveri che potrebbero svilupparsi “tagliando” il cemento. Le maestranze saranno sicuramente monitorate e non rimarranno a lungo nel cantiere! Ruoteranno periodicamente! Tra le tante preoccupazioni, anche una “lessicale” perchè in alcuni documenti continuano a chiamarla “fossa irreversibile”. Certo, finiti i lavori, ciò che era “irreversibile” non lo sarà più. Certo – continua No Scorie – c’è tanto ancora da … sperimentare e pubblicare per gli addetti ai lavori nucleari di tutto il mondo! Non capita tutti i giorni, nelle lavorazioni nucleari, di tentare di “affettare” un monolite di cemento – realizzato scavando una buca nel terreno lucano, ricco di preziose ed uniche (?) argille – contenente, al suo interno, le attrezzature utilizzate per “sminuzzare” le barre esauste del reattore americano di Elk River, nel Minnesota. 
L’estremo interesse (anche scientifico) è che il monolite contiene rifiuti di III° categoria, ovvero quelli più pericolosi! E di cantieri simili non ce ne sono molti al mondo. Piani di emergenza? Ma a chi mai potrebbero interessare?
Se ci hanno assicurato che non è mai successo e mai succederà nulla di pericoloso!!! Magari lo conferma anche l’ARPAB!!!
Del resto chiedevamo da tempo, ben prima delle “15 giornate di Scanzano J.co”, la bonifica e la messa in sicurezza dei rifiuti nucleari della Trisaia di Rotondella.
Perciò adesso dovremmo gioire?
Potremmo farlo quando saremo veramente sicuri che si lavora per chiudere ed abbandonare definitivamente il nucleare e non per continuare a fornire servizi all’industria nucleare che, neanche tanto segretamente, continua a produrre le scorie … ed un sottoprodotto di scarso valore, ovvero, l’energia elettrica!
Chi continua a sostenere – conclude la nota –  il nucleare, forseanche in buona fede perchè non immagina l’uso strategico-militare, difficilmente include nei bilanci i costi della “sperimentazione”; figuriamoci se ha voglia di includere i costi dello smaltimento definitivo”
NoScorie International
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