I dati sulla raccolta differenziata in Basilicata

Presentazione ufficiale, a Potenza, dei primi dati sulla produzione di rifiuti solidi urbani e sulla raccolta differenziata in Basilicata.
Nel corso della conferenza stampa è emerso che la nostra è una delle regioni dove si producono meno rifiuti rispetto alla media nazionale: i lucani, infatti, ne hanno ”cestinati” 368 chili a testa nel 2011, e 377 nel 2010, rispetto a una media italiana che due anni fa era di circa 536 chili procapite (495 quella del Mezzogiorno).
Poco virtuosa invece, per quanta riguarda la percentuale di raccolta differenziata, pari complessivamente a 17,80 % ( 19,87 % per la Provincia di Potenza e 14,50 % per quella di Matera), ancora distante dagli obiettivi fissati a livello locale (40 % entro il 2013) e nazionale (65 % entro il 2012).
Sull’argomento interviene con una nota la Ola, Organizzazione lucana ambientalista.
I deludenti    risultati della raccolta differenziata – evidenzia la Ola – rappresentano in termini calcistici un autogol per i due esponenti degli enti inadempienti.
Essi infatti hanno illustrato il fallimento della gestione rifiuti con pochissimi comuni vicini all’obiettivo del 60 per cento di raccolta differenziata, fissati tra l’altro ormai tempo addietro e con una percentuale regionale che si attesta ad uno insufficiente 18 per  cento.

Questi risultati – denuncia da tempo la Ola – sono il frutto di politiche gestionali sbagliate.
Alcuni Comuni mostrano addirittura una diminuzione nella percentuale di raccolta differenziata negli anni, segno che non si sono attuate a livello di regione e province politiche gestionali capaci di sostenere i comuni.

Si continua ad incentivare la raccolta multimateriale che rappresenta una metodica ben diversa dalla raccolta differenziata.
Quest’ultima va realizzata a domicilio e non nel cassonetto in strada che invece non dovrebbe esserci.

La Ola sollecita alla realizzazione di centri per la produzione di compost verde da destinare all’agricoltura (e non come è attualmente con centri per la produzione di compost grigio derivante dalla separazione dei materiali ad alto contenuto energetico dalla frazione umida dei rifiuti), situati in punti baricentrici rispetto ai bacini di utenza, in sostituzione dei centri di trasferenza, oggi sono diventati “piccole discariche”.

La raccolta e riutilizzo della frazione organica può rappresentare oltre il 30 per cento delle frazioni merceologiche derivanti dalla raccolta differenziata.
E’ necessario però organizzare su scala regionale un servizio di raccolta porta a porta che ponga come obiettivo ‘rifiuti zero’rendendo efficace un sistema di gestione del ciclo di rifiuti su scala locale che punti al riciclo a freddo, evitando il conferimento dei rifiuti in discarica e presso gli inceneritori. Un sistema questo inquinante e costoso per i cittadini, finalizzato solo ad alimentare il business del trasporto e della gestione privata delle discariche”.


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