"Fuoco nell’arte"

Il fuoco come forma d’arte, simbolo di cambiamento e rinnovamento, nel segno della distruzione e della rinascita.
Un messaggio intenso, offerto dall’artista di Policoro Remo Bevilacqua, grazie ad un happening, un momento d’arte incentrato non tanto sull’oggetto ma sull’evento e sulle sensazioni che riesce a scatenare.
Una vera e propria esigenza per chi si nutre d’arte e attraverso di essa vuole esprimere le sensazioni e le emozioni della quotidianità della vita.

L’happening fuoco dell’arte nasce improvvisamente, accade per cas – ha spiegato Bevilacqua – L’idea nasce dal continuo assistere di notizie spiacevoli fino a diventare saturo e ad esplodere, così, in una fiamma generata dal desiderio di “appiccare” idee nuove, rigeneratrici per il mondo, per la gente.
L’arte non è ragionevolezza limitata in senso kantiano, l’arte non è arte se arte non manifesta.
Il fuoco dell’arte prende vita e si fotografano le varie fasi fino al suo spegnimento accompagnato da parole dell’autore che ne “ordina” lo spegnimento e ripartire, così, verso nuovi traguardi, nuovi orizzonti e ri-colorare il grigio della cenere rimasta in terra in nuove e più calde tonalità cromatiche.
Fuoco dell’arte è un invito alla riflessione, un ricorso storico che dall’esplosione.
Torna ad implodere su ordine e gestione dell’artista che lo realizza nello spiazzo di casa sua per restare in intimità con l’arte e i suoi effetti.

L’acqua non spegne il fuoco dell’arte – ha concluso l’artista – ma solo l’autore sa come fare per domarne le fiamme recitando pubblicamente parole e pensieri”.
La necessità di un evento d’arte appartiene così solo all’artista anche se riesce a catalizzare l’attenzione di tanti che si riconoscono in questa particolare forma d’arte.
Così è accaduto a Bevilacqua: attorno a lui, di li a poco e senza premeditazione, si riversano fiumi di persone, richiamati dall’intensità di una riflessione sulla vita e sull’esistenza.

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