A Rotondella i risultati del biomonitoraggio della radioattività con le api

biomonitoraggio api

E’  in programma per venerdì 26 Luglio a  Rotondella, la presentazione dei risultati, a distanza di poco più di un anno dal suo avvio, relativi al progetto di “Biomonitoraggio ambientale mediante l’utilizzo delle api per il controllo della radioattività nel territorio” comunale dove è ubicato, dagli anni ’60 il Centro Enea-Trisaia (all’epoca Cnen) e dove per la dismissione e messa in sicurezza dell’impianto Itrec opera la Sogin.

L’incontro, moderato dal Igor Staianò, inviato speciato di Tgr, si svolgerà con inizio dei lavori previsto per le ore 17.30, nella Sala consiliare “A. Bianco”. L’iniziativa è dell’Assessorato all’Ambiente del centro jonico in collaborazione con l’Università di Bologna.

Il programma prevede l’intervento iniziale del sindaco Vincenzo Francomano e quelli introduttivi di Walter Lobreglio (Assessore all’ambiente) e di Nicola Castronuovo (Dirigente Area tecnica del Comune di Rotondella).

Seguiranno le relazioni di Claudio Porrini (Dipartimento di Farmacia e Biotecnologie dell’Università di Bologna) e di Severino Ghini (Presidente della Cooperativa La Carlina e già ricercatore presso l’Università di Bologna) e gli interventi di Stefania Pace (Laboratorio GIS-Unità Uttri – Sspp dell’Enea – Centro Ricerche della Trisaia) e di Anna Maria Grippo (Referente del GeoPortale della Regione Basilicata).

Le api svolgono una importante funzione di controllo sul territorio, studiata già a partire dalla seconda metà dell’800 ed emersa in modo approfondito negli anni Trenta, mentre  diverse sono le esperienze avviate nell’ultimo mezzo secolo in Europa, con una accentuazione dopo gli eventi di Chernobyl.

“Le api sono degli ottimi indicatori biologici – aveva scritto l’etologo Giorgio Celli – perché segnalano il danno chimico dell’ambiente in cui vivono, attraverso due segnali: l’alta mortalità nel caso dei pesticidi e attraverso i residui che si possono riscontrare nei loro corpi, o nei prodotti dell’alveare, nel caso degli antiparassitari e di altri agenti inquinanti come i metalli pesanti e i radionuclidi, rilevati tramite analisi di laboratorio”.

Il progetto di biomonitoraggio riguardante il territorio rotondellese è stato presentato il 23 marzo dello scorso anno ed avviato nelle settimane successive. Per il futuro è prevista l’implementazione dello stesso, anche grazie alla collaborazione con Enea – Trisaia e Regione Basilicata.

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