Trivelle: il sindaco di Policoro ribadisce il No alle indagini geofisiche in mare

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Dura risposta del sindaco di Policoro, Rocco Leone, alle integrazioni inviate dalla società petrolifera Schlumberger Italian S.p.A al comune per giustificare l’indagine geofisica nell’area oggetto di istanza di permesso di prospezione “d 3 F.R -TU”.

“Non sarà permesso a nessuno di deturpare il Mare della Storia, tutto il Sud Unito caccerà gli invasori delle multinazionali del Petrolio – scrive Leone – Un’ispezione quella della Schlumberger, alla quale il Comune di Policoro si era già opposto il 17 Dicembre 2014, e noi continueremo a farlo ogni volta che sarà necessario.

Il 15 luglio scorso si è svolta una manifestazione che ha riunito tre regioni dell’arco jonico come Basilicata, Calabria e Puglia, con i rispettivi presidenti regionali, Pittella, Oliverio e Emiliano, insieme ai sindaci e rappresentanti di Associazioni Nazionali come il Wwf presente sul territorio con una tra le più rappresentative Oasi e Centro Tartarughe Marine Nazionale e Associazioni di Ricerca come la Jonian Dolphin Conservation di Taranto.

Tutti, in questa importante manifestazione, hanno rimarcato la volontà di ridisegnare e promuovere progetti di tutela e azioni mirate alla conservazione di Aree Prioritarie e Acque Profonde con il preciso impegno di consegnare alle future generazioni un golfo di Taranto e un Mediterraneo “Salvo da rischi ambientali e attacchi da società petrolifere private” che sono state autorizzate e “saranno” autorizzate dal Mise.

E in quella occasione, abbiamo avuto modo di apprezzare, tra le altre cose, l’importante e serio lavoro di Ricerca portato avanti da oltre un quinquennio dai ricercatori del Centro Tartarughe Marine dell’Oasi Policoro-Herakleia e dalla Jonian Dolphin Conservation, ovvero quello di monitorare transetti costieri e marini utile alla maggiore conoscenza dei nostri territori e del nostro mare.

Un’ area straordinariamente ricca di biodiversità (12% biodiversità marina mondiale, secondo i dati della conferenza ISPRA per la Biodiversità 2010) che “nasconde” come è ampiamente documentato specie di coralligene e pelagiche come capodogli, zifio e pinnipedi tra cui la foca monaca, il cui ultimo avvistamento risale all’ottobre 2014, e le tartarughe marine. Si registrano infatti 6 siti di nidificazione rinvenuti dal 2011 ad oggi nell’area compresa tra Taranto e Corigliano.”

Un vero e proprio “patrimonio” in termini di biodiversità quello che il nostro Mare contiene e si pensi inoltre a come lo stesso interagisca con i territori costieri ricchi di aree di elevato pregio naturalistico come le numerose aree SIC, le Riserve Marine di Porto Cesareo e Isola Capo Rizzuto, la Riserva del Bosco Pantano dove sono presenti Habitat e specie vegetali e animali di Interesse comunitario a rischio di estinzione e lo stesso territorio interno ricco di storia millenaria e luoghi patrimonio dell’Umanità.

Per questo noi uomini fieri, abitanti di questo territorio, crediamo nella sostenibilità e sosteniamo fortemente le scelte condivise che abbiamo voluto per il nostro futuro poichè queste sono l’unico modo di preservare il nostro territorio in sintonia con lo sviluppo scelto che punta ad un turismo responsabile e all’ agricoltura d’eccellenza.

Quindi – conclude Leone – ribadisco che non sarà permesso a nessuno di deturpare il Mare della Storia e questa battaglia vedrà tutto il Sud per cacciare gli invasori delle multinazionali del petrolio.”

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