Rotondella celebra Sant’Antonio Abate

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C’era anche l’istituto comprensivo “Giovanni XXIII”, venerdì (16 gennaio) a Rotondella, tra i promotori della festa di Sant’Antonio Abate, organizzata insieme all’amministrazione comunale e alla parrocchia “S. Antonio di Padova”; in collaborazione con l’associazione Arci “La Tarantola”, il circolo Pro loco, la protezione civile “Gruppo Lucano” e la Coldiretti.

Tanta gente si è riunita per partecipare all’iniziativa che da diversi anni anima la città “Balcone dello Ionio”.

L’evento religioso ha preso il via alle ore 17.00 in piazza della Repubblica con il percorso delle “Fiammelle”, a cui hanno partecipato i giovani studenti. Subito dopo, la celebrazione della Santa Messa nella Chiesa Madre SS. Maria delle Grazie officiata da don Mario Lutrelli.

Alle ore 18.45 in piazza Unità d’Italia si è tenuta la consueta benedizione del falò e l’accensione del fuoco.

Ha fatto seguito una rappresentazione teatrale in vernacolo rotondellese, dal titolo “Festa grann a casa meja”. Un momento coinvolgente offerto dagli studenti, che hanno abilmente raccontato la fase preparatoria all’uccisione del maiale in una famiglia dei tempi passati. Risultato del corposo progetto extra-curriculare attuato dalla scuola in relazione con il territorio. Un’occasione d’incontro, di scoperta e condivisione, in grado di insegnare a ciascuno il rispetto, la curiosità e il confronto. Attività resa possibile, nonostante le ristrettezze economiche che attanagliano le scuole pubbliche, grazie al sostegno di alcuni sponsor che hanno donato il materiale utile per la realizzazione dei laboratori.

“In progetto elaborato attorno al tema della festa di Sant’Antonio, ha consentito di ritrovare i significati profondi delle nostre tradizioni, che altrimenti rischierebbero di restare muti e senza significato. Tramite la conoscenza, la valorizzazione, la promozione e la diffusione della cultura di appartenenza: espressione di religiosità e tradizione, è possibile tenere viva la fiamma della memoria degli avvenimenti del passato e trasmetterli alle nuove generazioni”. Così Giovanna Tarantino, dirigente scolastico dell’istituto comprensivo “Giovanni XXIII”, ha sottolineato la valenza educativa dell’attività svolta.

Un plauso è arrivato anche dal responsabile dell’ufficio scolastico territoriale per la provincia di Matera, Filomena Di Bari, che ha rivolto parole di grande apprezzamento per l’iniziativa scolastica.

Aderendo, altresì, allaGiornata Nazionale del dialetto e delle lingue locali, che come come ogni anno viene celebrata il giorno 17 del mese di gennaio, la scuola di Rotondella ha impegnato gli studenti in laboratori teatrali, di canto, di ballo, manipolativi, artistici, linguistici e del gusto. L’obiettivo? Mantenere vive le tradizioni come quelle legate alla figura di Sant’Antonio Abate, ma anche promuovere l’importanza del vernacolo. In Italia, secondo i dati raccolti ed elaborati dall’Istat, solo il 9% della popolazione parla il dialetto, quasi sempre in famiglia. Mentre nel mondo ogni 14 giorni scompare una lingua locale, portando dietro di sé tradizioni, storia e cultura.

Antonello Lombardi

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