Questione rifiuti Policoro: Frammartino replica ai Trenta

Frammartino

“Il comunicato dei Trenta sembra nient’altro che la disperata ricerca di una giustificazione, come quei bambini che presi con le mani nella marmellata, per giustificarsi dicono una serie di baggianate ed ovvietà”.

A rispondere alla nota del movimento Trenta, membro della maggioranza che amministra il comune di Policoro, è Ottavio Frammartino, protavoce di “Policoro è Tua”.

“C’è voluta la nostra azione politica e la mobilitazione dei cittadini – scrive ancora Frammartino – per fargli capire che la loro attività amministrativa si è distinta soprattutto per un’azione vessatoria nei confronti dei policoresi, dove il più è il segno che li ha contraddistinti quando riguardava l’aumento delle tasse e il meno quello dei servizi. Dicono che vivono anche loro questo tempo, a noi è sembrato invece che loro vivessero e percepissero un altro film, quello di Alice nel paese delle Meraviglie. A Policoro, lo ricordiamo, non solo la Tares è mediamente più alta che a Matera e Pisticci ma è anche uno dei cinque paesi della Basilicata dove ai cittadini i trentini hanno regalato per Natale la possibilità di pagare pure la mini Imu, un esempio di come si immedesimano nei problemi della gente.

E ripetiamo per rispondere alla loro mistificazione che la nostra non è “la risposta più semplice” ma è quella sancita dalla legge, che il cittadino paghi per il servizio effettivamente avuto, un diritto, che sappiano, faremo valere in tutte le sedi, con la richiesta del rimborso.

Che l’appalto sia costato molto non solo rispetto al servizio ma anche alle elementari regole della buona amministrazione e che è stato dato il doppio di

quello dovuto alla Tradeco, non sono mezze verità e su questo come abbiamo dimostrato in consiglio non temiamo smentite, i numeri e i fatti sono quelli.

Si dovrebbero, invece vergognare per la loro incapacità di contrastare con un’azione forte la tradeco  tante è vero che oggi ci ritroviamo con la stessa ditta, situazione che sfiora il ridicolo e con un appalto i cui costi saranno molto più alti di quelli attuali, e per fortuna che vivono anche loro questa crisi, se no immaginatevi cosa ci aspettava.

Altro che confusione della minoranza, qua siamo all’espressione idiomatica dei “quaquaraquà” di memoria sciasciana, siamo passati dal voglio ma non possiamo del passato, al “Si Signore” nel giro di una notte.

Appalto milionario quello che lasceranno in dote alle generazioni future dove per un servizio dovuto ( qualcuno gli dica che tenere una città pulita è ordinaria amministrazione), il prezzo che la città stremata dalla crisi dovrà pagare sarà un conto salato e per molti insostenibile

Il loro slogan “i rifiuti una risorsa” si potrebbe aggiungere, senza possibilità di essere smentiti, che è vero soprattutto per i loro amici torinesi e la Tradeco. Oppure avevano proposte alternative, innovative a costo zero a rifiuti zero, ma loro piace fare gli splenditi tanto paghiamo noi.

Patetico poi l’appello del guardare avanti e scordiamoci il passato, loro fanno gli splendidi mentre la gente combatte disperatamente e quotidianamente con i conti che non quadrano, Tares, Imu, tutti balzelli portati al massimo, ma a loro  questo grido di dolore e questa disperazione non è arrivata, ma noi gli saremmo col fiato sul collo sia sul passato che sul futuro”.

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