Policoro ha festeggiato la "Giornata delle Oasi Wwf"



Una domenica dedicata alla natura e al paesaggio. 

Così è stata vissuta anche a Policoro, la Giornata nazionale delle Oasi, organizzata nello scorso weekend. 
Per tutta la giornata porte aperte nelle tre oasi lucane, Pantano di Pignola, San Giuliano e Bosco Pantano di Policoro, con tante iniziative rivolte a ragazzi, bambini, adulti e famiglie.
Complice anche la calda giornata primaverile, tanta la gente che per l’occasione ha visitato l’Oasi Wwf del Bosco Pantano, ultimo esempio di foresta planiziale mesoigrofila presente in Italia e nel sud Europa, a due passi dalle dune del mar Jonio.
Chi ha scelto di trascorrere qualche ora nella struttura policorese, unica nel metapontino, ha potuto partecipare a numerose attività organizzate dallo staff dell’Oasi: dalle passeggiate in mountainbike tra i sentieri del bosco a cavalcate lungo la spiaggia jonica, vero e proprio laboratorio naturalistico, fino alla visione di lungometraggi dedicati alle iniziative organizzate dal Wwf.
È stato inoltre possibile visitare gli ambulatori del Cras, Centro Recupero Animali Selvatici, dove vengono accolti e curati tanti esemplari in difficoltà, in primis la tartaruga Caretta Caretta, specie marina comune nel mar Mediterraneo ma ormai a rischio estinzione a causa delle attività antropiche e dell’inquinamento.
L’edizione 2012 della Giornata nazionale si propone di raccogliere fondi per realizzare in particolare tre obiettivi concreti.
 Il primo è la costituzione di una nuova Oasi ad Arbus, in Sardegna, un paradiso naturale di dune sabbiose e macchia mediterranea, minacciato dal taglio dei ginepri secolari e dall’attraversamento dei fuoristrada. 
Poi, la bonifica della’incantevole spiaggia che costeggia la Riserva naturale Le Cesine, nel Salento (Puglia), dove i rifiuti trasportati dal mare e mai rimossi hanno praticamente ricoperto la sabbia con uno strato di plastica, danneggiando la vegetazione e gli animali. 
E infine, il terzo obiettivo è quello di riforestare e riqualificare le zone umide dell’Oasi Golena di Panarella in Veneto, sul Delta del Po, che d’inverno ospita oltre centomila uccelli migratori.

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