A Policoro torna la catena umana contro le trivellazioni in mare

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Si terrà il 10 agosto con partenza alle ore 11 sul lido di Policoro la IV edizione della catena umana contro le estrazioni petrolifere in terra e mare.

“Avremmo voluto – si legge in una nota –  dedicare questa manifestazione alla pace, lasciandola alla comunità di Policoro quale città della pace, ma il tema della IV edizione della catena umana organizzata da Noscorie Trisaia resta la tutela dell’acqua luca e dal mar Jonio dalle trivellazioni petrolifere.

Si vuole raddoppiare la produzione petrolifera trivellando ulteriormente le valli dell’Agri, dove insistono le numerose sorgenti e le rispettive ricariche che potrebbero essere irrimediabilmente messe a rischio dalle trivellazioni petrolifere, sorgenti che alimentano il bacino idropotabile del Pertusillo, del Sinni e che danno acqua a circa 3 milioni di abitanti e alimentano economie agricole e industriali.

La riserva strategica nazionale in Basilicata è l’acqua e non il petrolio.

Nel mar Jonio le istanze di ricerca e prospezione sono paurosamente aumentate, sono in totale 18, di cui un’istanza di prospezione e una di coltivazione.

Da “comitatini”prima e da cittadini poi è ferma e decisa la nostra opposizione al progetto fossile di nuove estrazioni petrolifere che danneggerà irrimediabilmente le nostre economie locali. Il presidente Pittela la smetta di alimentare illusioni al pari dei suoi predecessori sul petrolio e dediche la sua attività politica e amministrativa al raddoppio di agricoltura, turismo e agroalimentare. Se siamo ridotti in povertà (istat 2011) il motivo va ricercato una politica che pensa solo al petrolio e che non tiene in considerazione le vere potenzialità del territorio.I comuni dal canto loro riuniscano i consigli comunali e deliberino contro la riforma del titolo V della costituzione da parte del Governo Renzi, che li esproprierà dopo la regione dei poteri in materia energetica, poiché Renzi prima e Pittella dopo, dimenticano che la costituzione in democrazia la cambiano i cittadini e non i politici. Il petrolio che Renzi vuole estrarre dalla Basilicata è già ben pagato dai cittadini, le compagnie non hanno mai fatto beneficienza e il petrolio si estrae se ci sono le condizioni ambientali (prima di quelle economiche).Perché  Renzi deve capire che se i costi per l’estrazione più i danni (ambiente, salute ed economie locali) che provoca il processo petrolifero superano i benefici il petrolio  può restare li dov’è , perché ci conviene compralo fuori dove costa meno .Diversamente – conclude la  nota –  resta un business per poco a svantaggio Pittella se vuole puo sempre unirsi alla nostra catena umana.”

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