Polemica in Basilicata sul decreto “Sblocca Italia”

Pozzo Viggiano

Sta suscitando una vivace polemica politica e tanta preoccupazione l’approvazione del decreto “Sblocca Italia” del governo Renzi, in cui vengono chiamate in causa le estrazioni petrolifere in Basilicata.

A chiedere calma è il governatore lucano, Marcello Pittella.

“La Basilicata gioca in queste ore una partita importante sul tema petrolio. Gioca la possibilità di vivere un nuovo protagonismo sulla scena nazionale ma soprattutto la possibilità di immaginare per sè un futuro di riscatto economico e sociale.”

“Comprendo- continua Pittella –  per questo la grande attenzione mediatica riservata al decreto Sblocca Italia approvato nel Consiglio dei Ministri di ieri, nella parte che riguarda lo “Sblocca energia” e il riferimento esplicito alla nostra regione. Comprendo la preoccupazione e la tensione dell’intero popolo lucano, pari a quelle sentite dai rappresentanti istituzionali, me in testa.

Ma sulla questione voglio essere ulteriormente chiaro.

Ho avuto un’interlocuzione serrata nel pre Consiglio dei ministri di ieri con esponenti del governo centrale, ho ribadito posizioni nette, contrarietà rispetto ad alcune anticipazioni emerse dalla bozza del decreto. Non ho mollato la presa e non lo farò nelle prossime ore, quando il quadro sarà meglio delineato. Non farò sconti, non indietreggerò di un passo restando fermo su posizioni ormai chiare e note. Chiedo però, – continua il Presidente – fin da subito, e a tutti, di mantenere compostezza, di non piegarsi su analisi frettolose ed irresponsabili. Le prossime saranno ore decisive e complesse, solo equilibrio di giudizio e fermezza di posizioni renderanno più comprensibile a tutti il da farsi.

Non c’è nulla che va dato per scontato, – conclude – non prima di aver letto nel dettaglio il testo del decreto. Solo dopo presenteremo le nostre repliche e proposte e capiremo con quali armi dover combattere, se necessario, la nostra battaglia. Lì dove, la comunità lucana mi vedrà, questo è certo, al suo fianco.”

Sulla vicenda interviene anche il deputato azzurro Cosimo Latronico, componente della Commissione Bilancio della Camera.

“La Basilicata ha bisogno di atti e decisioni concrete – spiega Latronico – Il suo potenziale energetico è già una risorsa che da più di un decennio utilizza il Paese per i suoi fabbisogni energetici. Si tratta di dare corso alle previsioni legislative ed agli atti di programmazione già esistenti”.

“L’art 16 del dl liberalizzazione le compendiava tutte fissando un principio cardine e nuovo nella legislazione:  che una quota delle risorse fiscali ricavate dal petrolio lucano andasse  destinato ad un fondo permanente per lo sviluppo della Basilicata.  E lo stesso memorandum sottoscritto  dal governo Berlusconi e dalla Regione che contemplava misure sistematiche e di largo spettro per sostenere le esigenze di tutela ambientale e di sviluppo produttivo ed infrastrutturale della regione.

A quegli impegni bisogna che Renzi dia corso, il resto sono giochi di prestigio, come quello di cancellare la carta carburante , o di allentare il patto di stabilità unicamente per le risorse connesse agli incrementi di produzione petrolifera. Se fosse solo queste le norme incluse nel decreto ‘sblocca Italia’, si tratterebbe di un raggiro intollerabile da parte dei lucani che hanno dato tanto ed ottenuto poco in termini di sviluppo e di natura ambientale. In Parlamento non mancherà su questo tema la battaglia del gruppo parlamentare di Forza Italia per difendere gli interessi dei lucani”.

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