Olimpia Orioli a "Quarto Grado"

Ed ancora una volta venerdì sera la signora Olimpia Fuina Orioli, in uno studio televisivo, ha dovuto ripercorrere tutta la vicenda della tragica morte di suo figlio Luca e dei ventitré anni che ne sono seguiti, anni di lotte e battaglie per giungere ad una verità che ad oggi purtroppo sembra sempre più lontana. 

Ospite della trasmissione “Quarto grado” di Retequattro, condotta dal giornalista Salvo Sottile, mamma Olimpia ha chiesto nuovamente che il caso non venga archiviato. 
La trasmissione si è anche collegata in diretta dalla centrale Piazza Eraclea di Policoro, mentre in un servizio è stato raccolto il ricordo del parroco della chiesa del Buon Pastrore, don Salvatore De Pizzo e di un amico della giovane coppia, che hanno ricordato Luca e Marirosa descrivendoli come due ragazzi di vent’anni dalla vita normale. 
La trasmissione di Retequattro ha dato ad Olimpia Fuina la possibilità di riaccendere i riflettori sul caso dei fidanzatini di Policoro, una caso al quale tutto fa pensare la Procura di Matera voglia mettere la parola fine. 
Una evenienza che la mamma di Luca non accetterà mai e alla quale si opporrà con tutte le sue forze, tanto da chiedere venerdì sera dagli sudi di “Quarto Grado” anche l’aiuto dello Stato. 
E se la trasmissione di Salvo Sottile, da un lato, ha cercato di aiutare la mamma di Luca, dall’altro ha fatto nascere una polemica sollevata dal sindaco di Policoro, Nicola Lopatriello che venerdì, come tutti i policoresi, ha guardato il programma in televisione e non ha gradito come la città di Policoro sia stata descritta dalla giornalista Alessandra Azzolin. 
Nel corso di una manifestazione, sabato mattina, Lopatriello, che ha chiaramente mostrato solidarietà alla signora Olimpia che giustamente cerca con qualsiasi mezzo di venire a capo di questa terribile vicenda che tanto dolore le ha provocato e le provoca ancora, non ha gradito da sindaco e da cittadino le parole della giornalista Mediaset su Policoro, descritta come “un piccolo paesino della Basilicata dove la paura regna sovrana nelle sue stradine”. 
Una descrizione considerata offensiva dal primo cittadino di Policoro che ha ironicamente invitato la giornalista a soggiornare a spese del sindaco per conoscerla davvero e per potersi rendere conto che Policoro ha tutto tranne che delle piccole stradine dove regna la paura.

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