Montalbano Jonico: petizione per dire no ai sondaggi petroliferi


Per tutto il mese di maggio a Montalbano Jonico, ogni sabato e domenica, sarà possibile firmare per esprimere la contrarietà ai sondaggi petroliferi. 
La petizione popolare, avanzata dal Partito Democratico, farà il giro delle piazze della città per raccogliere il maggior numero di consensi da presentare al sindaco e alla maggioranzaaffinché si opponga alla ricerca di petrolio e alle trivellazioni sul nostro territorio. 
Questo quanto comunicano i due consiglieri comunali del Pd, Piero Marrese e Dino Gambacorta, che già avevano manifestato il dissenso del gruppo, sulle ricerche di petrolio, nella riunione del consiglio comunale, tenutasi in assise straordinaria lo scorso due maggio.
In sede di consiglio, il sindaco De Vincenzis, in tema di estrazioni, ha riconfermato la vicinanza di pensiero, già espressa in più comunicati stampa, al presidente della Regione Basilicata, Vito De Filippo. 
Nonostante i sondaggi petroliferi in questione, riguardino solo marginalmente il territorio del comune di Montalbano, protetto dalla costituzione del geosito dei Calanchi,non sarà estratta neanche una goccia di petrolio senza il consenso dei cittadini, afferma il sindaco. 
Questa amministrazione dice si al petrolio, come risorsa che fa da moltiplicatore economico ma si oppone alle estrazioni selvagge che non tengono conto dei costi ambientali. 
Posizione, quella del primo cittadino, che ha prodotto forti dissensi da parte dellopposizione. 
Sia il gruppoMontalbano nel cuorecheLa svolta per Montalbanoconcordano nel ritenere scellerata e contraddittoria, in termini di impatto ambientale ed economico, la scelta di non opporsi e di non esplicitare nessun dissenso alla richiesta di permessi di ricerca, che costituisce lanticamera di una futura attività estrattiva. 
In consiglio comunale, i consiglieri Di Sanzo, Amendola, Marrese e Gambacorta, hanno ribadito la necessità di prendere una posizione chiara, perché non esprimere nessuna osservazione, entro la scadenza dei termini, nonostante lamministrazione comunale fosse a conoscenza del progetto Total diTempa Petrosagià da luglio scorso e scaricare le responsabilità sulle amministrazione provinciale e regionale, significa assistere passivamente e condannare un territorio, che poggia la sua economia sullagricoltura e sul turismo, ad un degrado irreversibile. 
Questo mentre lOrganizzazione Lucana Ambientalista, in unione con altre associazioni ambientaliste chiedono alla Regione Basilicata di negare lautorizzazione, che viene concessa dopo il parere di valutazione di impatto ambientale, per la perforazione del pozzo esplorativo Fiume Cavone 1 Dirubicato nel territorio comunale di Pisticci, allinterno del permesso di ricercaMontalbano, che coinvolge unestesa area che riguarda i comuni di Craco, Tursi, Scanzano Jonico, Pisticci e per lintera parte, il territorio di Montalbano Jonico. Lassociazione ambientalista si auspica che i sindaci delle zone coinvolte, nel progetto delle società MedoilGas Civita Ltd e Vega Oil Spa possano, come hanno fatto per il progetto Total, esprimere con fermezza le loro perplessità e le osservazioni contrarie.

Mariangela Di Sanzo

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