A Montalbano un incontro sulla questione petrolio

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Estrazioni petrolifere e danni ambientali. Se ne è parlato sabato scorso a Montalbano, nella sala consiliare comunale, in un convegno organizzato da Legambiente.

“La linea nera del petrolio dalla Val D’Agri alla Val Basento” è il titolo dell’evento, organizzato in collaborazione con Wwf e Greenpeace.

Dopo i saluti del presidente del consiglio comunale Rocco Pontevolpe, la discussione entra nel vivo, con gli interventi di Giambattista Mele, dell’Associazione Internazionale Medici per l’ambiente, che ha illustrato i rischi per la salute e per l’ambiente derivanti dal processo estrattivo e di Laura Stabile, presidente Legambiente Pisticci, che ha reso noto le iniziative in programma contro lo “Sbocca Italia”, moderati da Arturo Caponero, Legambiente Montalbano Jonico.

Con iniziative come questa, si fa appello al Governo della Basilicata per impugnare l’art. 38 della legge “Sblocca Italia”, che modifica le autorizzazioni ed i rapporti sulle concessioni per i permessi di ricerca e per le nuove estrazioni.

Tema particolarmente caldo in questi giorni nei comuni lucani; Sono oltre cinquanta quelli che hanno già deliberato in consiglio, in favore dell’istanza di ricorso dinnanzi alla Corte Costituzionale, da indirizzare al Presidente della Regione. In corso anche una petizione popolare lanciata dalle associazioni e dalla Rete degli Studenti Medi della Basilicata, per avanzare la richiesta dell’incostituzionalità.

E’ proprio in questa settimana che si allarga il fronte per l’impugnazione.

La contestazione sarà portata in piazza il 4 dicembre prossimo a Potenza.

Dopo vent’anni di estrazioni è evidente che il petrolio non ha portato benessere ma un complessivo peggioramento della qualità di vita nei territori coinvolti.

Se la Basilicata venisse dichiarata “sito di importanza strategica” dal punto di vista energetico, le istituzioni locali ed i cittadini sarebbero esclusi da ogni scelta in materia, con un conseguente  ampliamento del potere decisionale dello Stato e manforte delle compagnie petrolifere.

Le minacce incalzanti per la salute e l’ambiente sta spingendo cittadini ed associazioni in diversi comuni della Basilicata a muoversi contro le trivelle. Dopo Pisticci, anche a Montalbano, in seguito all’incontro di sabato, sono state poste le basi per un presidio permanente finalizzato alla partecipazione attiva alle scelte sul futuro del territorio ed all’ amplificazione del processo di sensibilizzione.

Deciso il monito che arriva da Legambiente, nella persona di Caponero: “Nessuno si senta escluso. Non è una questione politica. Tutti i cittadini ed amministratori locali devono essere a conoscenza delle conseguenze per il nostro territorio derivanti dall’estrazione selvaggia del petrolio, che non tiene conto dell’ecosistema e dei principi di sostenibilità. Lo sviluppo economico che potrebbe derivare dalla valorizzazione delle risorse naturali peculiari della terra e del mare, sarebbe di gran lunga maggiore rispetto a quello che se n’è ricavato dallo sfruttamento del sottosuolo. Il ciclo del petrolio è esauribile contrariamente a quello dell’acqua di cui la Basilicata è ricca. Stiamo rischiando di perdere irrimediabilmente anche questa risorsa, che in termini economici vale di più del petrolio. Ci chiediamo se valga la pena condannare un territorio ed un popolo, a pagare le spese di un danno ambientale permanente, per aumentare di pochi punti percentuali il soddisfacimento del fabbisogno nazionale, per un processo che, se pure sfruttato fino all’osso, non potrebbe che durare pochi mesi. Cosa lasciamo alle generazioni future? Quale prodotto di Basilicata portiamo nel 2019?” .

Dal sottosuolo lucano oggi si estrae oltre il 70% del petrolio in Italia e se andassero in porto tutte le richieste, le aree in concessione alle compagnie petrolifere occuperrebbero oltre il 50% del territorio regionale della Basilicata. Anche il Mar Jonio è incluso in questa corsa all’oro nero con prospettive di ampliamento.

Le associazioni ambientaliste continuano la battaglia e dichiarano: “Alle favole non crediamo più. Oggi voliamo informare e sensibilizzare su una questione che ci tocca in modo diretto. La conoscenza è il primo passo per contrastare i poteri forti che su una regione debole hanno trovato  come addentare”.

 

Mariangela Di Sanzo

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