Maltempo: gli edili sono stanchi di “incrociare le dita”

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“Siamo alle solite: con la pioggia, sia pure riconoscendo in questa occasione il carattere d’eccezionalità,  il Metapontino frana e si allaga, come è già tragicamente accaduto con l’alluvione del marzo 2011 di cui sono visibili ancora le ferite.

E’ la sola certezza in tempi nei quali domina l’indeterminatezza.

Ma l’unica politica di cui sembra capace la classe dirigente nazionale è quella di incrociare le dita.

Sembra davvero poco ed è già questo un clamoroso fallimento al quale va detto basta. Basta con l’impotenza, basta con i richiami alla fatalità”.

Lo ha dichiarato Domenico Palma, segretario regionale Feneal Uil.

“Il nostro – aggiunge – sembra un grido nel deserto: serve un piano nazionale e pluriennale di risistemazione del territorio  e va dotato di risorse vere.

La Feneal Uil lo sostiene da tempo ma ora sembra davvero giunto il momento di decidere e di tornare a progettare interventi seri, altrimenti saremo costretti come sempre a rincorrere le emergenze.

Il piano straordinario di manutenzione del territorio che abbiamo proposto – continua Palma – si basa essenzialmente su nuove tecnologie moderne di lavori pubblici e apre il fronte occupazionale anche a nuove figure professionali di cui i nostri cantieri hanno assoluto bisogno, costruendo un sistema di cooperazione tra pubbliche amministrazioni, imprese, università, centri di ricerca e scuole di alta formazione.

Come sindacato dei lavoratori edili siamo convinti che è necessaria una particolare attenzione da parte delle Pubbliche Amministrazioni come di progettisti e tecnici incaricati per i lavori che dovranno essere eseguiti a breve, medio e lungo termine sulla viabilità e per la manutenzione dei fiumi che non può ridursi al Progetto Vie Blu.

Le immagini del disastro di queste ore nel Metapontino come quelle che abbiamo ancora in mente del “viadotto Calciano 2“ sulla Basentana spezzato in due ci danno la carica per tornare a chiedere interventi adeguati a breve e lungo termine.

E’ una questione di vitale importanza per le nostre popolazioni che richiede ai partiti, senza alcuna eccezione, di deporre le “armi” dei conflitti interni pre-elettorali e di dare risposte efficaci e non più improntate solo all’emergenza”.

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