L’Unione italiana Ciechi incontra i ragazzi di Matera per la giornata del Braille

Scritto da Emmenews on . Postato in Cultura

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Un importante momento di riflessione sulla disabilità e sulle possibilità di superarla si è svolto presso il Liceo Classico Duni di Matera in occasione della IX Giornata Nazionale del Braille intitolata “Mani che leggono”.

Dal 2007, anno della legge istitutiva, il 21 Febbraio si celebra il ricordo di Luois Braille inventore del sistema di lettura e scrittura accessibile ai non vedenti. La celebrazione è stata anticipata al Sabato 20 per permettere ai ragazzi del Liceo di parteciparvi.

Ha introdotto l’argomento il presidente provinciale UIC Rocco Galante parlando del sistema braille ed in particolare di come è nato. Louis Braille divenne cieco all’età di 3 anni e dedicò la sua vita alla progettazione del sistema di lettura e scrittura basato sulla tattilità.

Dal 1854 la scrittura Braille è il baluardo dei non vedenti contro l’emarginazione sociale e la miseria economica perché segna il primo passo verso l’istruzione e la cultura. Da allora ci sono stati tecnici, musicisti e scrittori ciechi che grazie al Braille non hanno solo trovato un mestiere. Hanno soprattutto trovato la dignità.

Oggi giorno il metodo Braille è quasi del tutto sostituito dai supporti tecnologici, in particolare dall’uso della sintesi vocale. Molti giovani comunicano e studiano attraverso l’uso di questa tecnologia.

Come Paola Labarile ipovedente e refente del Comitato Giovani dell’U.I.C.

che ha parlato della sua esperienza di studentessa prima al Liceo e poi all’Università. Racconta alla platea attenta dei suoi anni al Duni, delle insegnanti di sostegno che non conoscevano il greco, di come traducesse durante i compiti in classe solo sentendo leggere il paragrafo. Ricorda la sorpresa di molti docenti di fronte ai suoi risultati, e il grande aiuto avuto dalla famiglia. Paola Labarile si è poi laureata in Lettere Classiche e ora sta seguendo un percorso di studi in musicologia. Per prepararsi agli esami come Armonia, Labarile ha sperimentato un metodo innovativo e moderno: si collega via Skype con un gruppo di studenti dell’Università con i quali si prepara.

Probabilmente non devono essere stati facili gli anni del liceo per Labarile, il suo ritorno testimonia la grande forza di cui devono disporre le persone con disabilità visiva per potere apprezzare libertà ed autonomia nella vita.

La referente Pari Opportunità UIC Matera Giovanna Ruggieri, dolorosamente consapevole di queste gravi difficoltà, ha coinvolto la platea in un discorso emozionante sulla libertà. L’istruzione e la cultura sono i primi passi fatti nella direzione dell’autonomia e della dignità delle persone con disabilità visiva, prima destinate a vivere ai margini della società. Questi passi non potevano essere fatti senza l’invenzione di Braille che ha tirato fuori dalla schiavitù intellettuale milioni di persone non vedenti in tutto il mondo.

Racconta Ruggieri di essere ipovedente da otto anni, e che questa minorazione le ha dato la incredibile possibilità di scoprire la potenza della natura nei suoi sensi oltre la vista. “Ho perduto – dice – la possibilità di vedere ma posso colorare la vita con i colori dell’anima”. Rammenta ai ragazzi presenti che accettare la diversità è una forma di libertà, forse la più umana, e di non costruire barriere nella loro vita ma di avvicinare la disabilità senza timori o pietismi e aprire la propria mente alle esperienze che la diversità porta sempre con sé.

Ha concluso i lavori Paolo Lomastro che ha dato una  lezione sui rudimenti della scrittura braille.

ValeCelsi

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