Libera: "Non lasciate solo il Metapontino"

In una lettera inviata al ministro dell’Interno Cancellieri, al Procuratore nazionale antimafia Grasso e ai direttori dei principali telegiornali nazionali, il vice presidente di Libera, don Marcello Cozzi, pone l’accento sui gravi fatti criminali che stanno interessando il Metapontino e chiede che il territorio non venga lasciato solo in questo delicato momento.
Gentili Signori – dice il referente lucano di Libera – a sud est della Basilicata, zona detta del Metapontino, nella provincia di Matera, è ancora fresca la ferita dell’aggressione criminale e mafiosa subita tra gli anni Ottanta e Novanta. 
Clan che rispondono ai nomi di Scarcia, Ripa, Bozza, D’Elia, Zito, nel resto d’Italia non dicono niente, da queste parti invece significano prepotenza, sangue, affari illeciti. 
E se nomi come quelli dei tarantini Modeo o dei calabresi Carelli, Pesce, Bellocco, Maisano nel resto d’Italia vengono giustamente associati alle loro terre di origine, essi rievocano purtroppo mafia, violenza, stragi, morte, anche in questa regione.”
Una stagione, però – continua la lettera – fortunatamente lasciata alle spalle, grazie all’azione energica della magistratura e delle forze dell’ordine, e pertanto oggi è solo un brutto ricordo.
Tuttavia, ciò che di recente sta accadendo nel Metapontino ha risvegliato quella memoria facendo ritornare antiche paure. 
Ma l’Italia non lo sa. 
Solo attraverso gli articoli della stampa locale contiamo negli ultimi quattro anni almeno una quarantina (o forse poco meno, ma poco cambia) fra atti intimidatori, incendi e attentati a piccole imprese, attività commerciali, e aziende operanti soprattutto nel comparto agricolo; negli ultimi trenta giorni, poi, la situazione è andata precipitando: tre incendi di chiara matrice dolosa ad altrettanti capannoni aziendali tra Marconia di Pisticci, Scanzano e Tursi, un imprenditore colpito a freddo nel buio della sera da proiettili partiti da un fucile a canne mozze a Policoro, la macchina di un poliziotto della Digos data alle fiamme a Scanzano Jonico, e stessa sorte capitata all’automobile di un vigile urbano a Bernalda. 
Ma di tutto questo l’Italia non sa niente.”
È come se scontassimo – si legge nella missiva – la paradossale maledizione di non essere (e non essere considerati) terra di mafia, dove, giustamente, per ogni foglia che si muove, si alza la guardia nel resto d’Italia. 
Ma non qui, neanche se ora si è arrivati a colpire le persone, neanche se si mette un ordigno sotto la macchina di un poliziotto. 
Cos’altro deve succedere perché nel Paese ci si accorga che in questo momento c’è un piccolo pezzo d’Italia assediato dalla criminalità, sia essa comune, sia essa di balordi, sia essa mafiosa, ma sempre criminalità è? 
Sappiamo del grande lavoro che stanno facendo magistratura e forze dell’ordine, ma sappiamo anche di organici degli uomini in divisa ridotti al lumicino e della DDA potentina con due soli magistrati per l’intero territorio regionale. 
Vi chiediamo, allora, – conclude – di non lasciare sola la Basilicata.
Vi chiediamo di non lasciare solo il Metapontino.”
E sull’argomento interviene anche, attraverso una nota, la Prefettura di Matera la quale ha voluto puntualizzare che “l’impegno coordinato delle Forze di Polizia di questa Provincia è costante e tale da non poter far ritenere, come affermato da taluno in alcuni articoli di stampa, che l’area metapontina del territorio provinciale possa considerarsi abbandonata.
 
E’ noto, infatti – comunica la Prefettura di Matera – che l’attenzione posta alla problematica della sicurezza pubblica, specie nella fascia metapontina, dalla Prefettura e dagli organi di Polizia è costante ed efficace e si svolge con elevato grado di coordinamento assicurato nelle numerose riunioni di Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, presiedute dal Prefetto, alcune delle quali tenutesi in sede periferica, e proprio in vari comuni ubicati sulla fascia costiera. 
Quanto detto è ampiamente dimostrato dalle ripetute operazioni straordinarie di controllo del territorio poste in essere con la proficua cooperazione anche degli organi di Polizia Municipale e con l’intervento, pressoché quotidiano, dei Reparti di Prevenzione Crimine della Polizia di Stato aventi sede a Bari e Potenza.
Nell’assicurare che tale impegno proseguirà con sempre maggiore intensità e coordinata efficacia, si può affermare – conclude la nota della Prefettura – che l’attenzione dello Stato e delle Istituzioni in genere non è mai mancata e si è concretamente rafforzata proprio a seguito degli eventi criminosi recentemente verificatisi in alcuni centri della fascia ionica.”

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