Lettera del Sindaco Di Trani sulla situazione Valbasento

Valbasento

“L’Amministrazione Comunale di Pisticci fin dal suo insediamento, come dimostrano le linee programmatiche di mandato, ha fatto della tutela della salute, della salvaguardia dell’ambiente e della ricerca delle occasioni occupazionali, i capisaldi della sua azione politica come dimostrano atti e deliberati.

 

La vicenda dell’inquinamento dell’area industriale della val Basento è nota tanto che la zona è stata dichiarata sito SIN (Sito di Interesse Nazionale) ed il CIPE stanzia 42 milioni di euro per la bonifica della Val Basento, appunto, e dell’altro sito SIN lucano che insiste sul territorio del comune di Tito”. Lo afferma il sindaco di Pisticci Vito Di Trani, in una lettera.

 

“Se questo è, un motivo ci dovrà pure essere e non certo perché il Consiglio Comunale di Pisticci delibera un atto con il quale chiede alla Regione Basilicata la massima trasparenza in materia di smaltimento di sostanze inquinanti contenenti idrocarburi e, come certifica l’ARPA di Basilicata, radionuclidi. Non la chiusura di alcuna attività industriale chiede la delibera consiliare ma l’interdizione dello smaltimento presso lo stabilimento di Tecnoparco, di cui è azionista anche la Regione Basilicata, dei reflui provenienti dall’esterno dell’area in attesa delle azioni di bonifica e di garanzie in materia di impatto ambientale”.

 

“Ribadisco quello che da tempo sosteniamo in tutti i tavoli di concertazione e cioè – scrive il sindaco – che per la depurazione e lo smaltimento delle acque di lavorazione del petrolio si devono applicare le migliori tecnologie che esistono (BAT o WOW), che sono anche italiane e che sono utilizzate nel mondo, perché non a Pisticci Scalo? Esistono tecnologie di microfiltrazione e osmosi inversa che, tra l’altro, riducono anche l’utilizzo dell’acqua nei processi di depurazione. A tale proposito suggeriamo ad Eni e Tecnoparco Valbasento a sperimentare la tecnologia Wow (Wonderful Water), che riesce a trasformare i liquami, anche radioattivi, in acqua pura, realizzata da un gruppo di ricercatori in collaborazione con l’ARPAV di Padova, il CNR e l’Università di Pavia e utilizzata attualmente in provincia di Vercelli per decontaminare il sito nucleare di Avogadro di Saluggia”.

 

“Sono convinto che gli strumenti per combattere la crisi economica ed occupazionale – aggiunge Di Trani – risiedano in un ripensamento complessivo della val Basento e delle politiche per il turismo, che è il comparto in forte espansione nel mondo, e la Basilicata avrebbe tutti i requisiti per intercettare la ripresa se solo riuscisse a guardare oltre la coltre di petrolio che l’avvolge; se il petrolio fosse concepito come una necessità e come risorsa necessaria per programmare il futuro, se solo riuscissimo a capire, tutti, che il vero petrolio sono le nostre bellezze storiche, naturalistiche e culturali che tanto più possono essere utilizzate quanto più l’aria, la terra e l’acqua sono pulite. Occorrerebbe una concertazione tra le istituzioni, i sindacati e le imprese per individuare e sfruttare quelle ricchezze che continueranno ad esistere, se tutelate, anche dopo l’esaurimento dei giacimenti dei combustibili fossili. Noi ci siamo e ci saremo sempre per dare il nostro contributo e la nostra caparbietà nel ricercare le soluzioni nell’interesse della collettività, saremo sempre al fianco dei lavoratori per le loro rivendicazioni per difendere e aumentare i livelli occupazionali; respingiamo in modo risoluto le accuse che qualcuno indirizza all’Amministrazione Comunale di voler togliere lavoro, ma nessuno ci convincerà mai che l’inquinamento possa essere barattato con beceri ricatti”.

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