Due incontri per discutere del progetto di fusione di Policoro e Scanzano

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La cittadinanza del comune di Policoro è invitata a partecipare venerdì 24 alle ore 18.30 presso il Centro Giovanile Padre Minozzi alla presentazione del progetto di fusione tra i comuni di Policoro e Scanzano J. e della raccolta firme per decidere autonomamente del futuro dei due territori.

La cittadinanza del Comune di Scanzano J .co è invitata sabato 25 alle ore 18.30 al Palazzo Baronale di Scanzano, per la presentazione delle opportunità della fusione e l’inizio della raccolta firme per il referendum cittadino.

Alle due serate di presentazione parteciperanno, oltre ai membri del Comitato di Fusione di Scanzano e Policoro, amministratori locali e sindaci dei due comuni.

Ogni cittadino è invitato a partecipare attivamente alla discussione per decidere insieme il futuro del nostro territorio.

“Figli della Riforma Fondiaria – spiegano dal comitato – Scanzano J. e Policoro hanno in comune il fatto che, gli abitanti, traggono le proprie origini sociali da uno spirito “quasi pionieristico” per quanto concerne l’assegnazione di terreni, mezzo necessario per la creazione di un futuro migliore. I vantaggi che ne potrebbero scaturire sono molteplici. L’identità territoriale non è più un fattore totalizzante ed esclusivo, tipico delle “comunità chiuse” del passato, potendo oggi coesistere identità e appartenenze diverse e plurali, purché omogenee; l’identità territoriale è una “costruzione socio-filosofica” che può, nello stesso tempo, affondare le radici nella tradizione ed essere rinnovata, a fronte di vantaggi concreti, in un mondo che è cambiato e cambia rapidamente.

Per i cittadini cambia poco e soprattutto in meglio.

Ecco alcuni vantaggi:

–  un aumento dei trasferimenti annuali dello Stato nella misura del 20% per i successivi 10 anni e per un importo stimato di circa 1 milione di euro/annui (art. 20, D.L. 95/2012);

–  la deroga dal patto di stabilità per i tre anni successivi alla fusione che garantiscono una disponibilità liquida annuale di circa 900 mila euro (art. 31, c. 23, L. n. 183/11; cfr circ. Min. Eco. Fin. 7/2/13 n. 5);

–  una riduzione dei “Costi della Politica” con un solo Sindaco, una sola Giunta e un solo Consiglio Comunale (oltre che un solo Segretario Comunale, un solo corpo dei Vigili, un solo Dirigente per ogni Area funzionale ect. ect.) per un risparmio annuo di circa 300 mila euro;

–  un contributo annuale della Regione Basilicata quale incentivo alla fusione per i successivi 10 anni dalla fusione da analoghe esperienze fissato in circa 200 mila euro. Cosa fare per raggiungere questo obiettivo? Aprirsi alla discussione, affrontare senza diffidenze l’argomento e la sua prospettiva, guardare al futuro con ottimismo.

La fusione dei due Comuni meta pontini potrebbe segnare un nuovo percorso storico all’insegna della prosperità”.

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