I Calanchi di Montalbano candidati al Chiodo d’oro 2016

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Una cinque giorni di rilevamenti sul campo, studi e discussioni scientifiche, quella svoltasi tra sabato e mercoledì scorso, per il ” Field-Workshop Internazionale on Lower-Middle Pleistocene Transition in Italy”, ospitato presso il dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Bari.

Per l’ occcasione un gruppo di esperti, composto da studiosi italiani e provenienti da Francia, Canada, Giappone e Inghilterra, hanno visitato la sezione strategica dei Calanchi di Montalbano Jonico per rilevare ulteriori elementi che hanno portato alla conferma della candidatura del sito montalbanese, all’ importante riconoscimento del “Chiodo d’oro”.

L’eccellenza della documentazione scientifica finora prodotta ha condotto la “Sezione Ideale” di Montalbano ad essere una candidata a raprresentare a livello mondiale lo stratotipo del Pleistocene medio, cioè a rappresentarne lo standard e quindi ad ambire ad ottenere il premio internazionale.

A contentersi il Golden Spike, che sarà assegnato nel 2016, con la cittadina lucana, solo altri due siti al mondo, una vallata nel crotonese ed un geosito giapponese.

 

I risultati degli incontri scientifici di questi giorni e del sopralluogo tecnico sul sito, sono stati resi noti e confluiti in un convegno, tenutosi lo scorso mercoledì, presentato dal sindaco Enzo Devincenzis ed il professore Neri Ciaranfi, docente di geologia all’Università di Bari, profondo conoscitore e studioso fin dal 1994 dei Calanchi di Montalbano.

Al convegno era presente l’ èquipe di lavoro di ricerca e le associazioni ambientaliste, Legambiente e “Terra dei calanchi” nata con l’intento di promuovere il geosito.

 

Al fine di tutelare questa parte del territorio, la Regione Basilicata ha istituito con L.R. n.3 del 2011 la “Riserva Naturale Speciale Regionale dei Calanchi di Montalbano Jonico” che oltre ai peculiari caratteri geologici e paleontologici contiene anche elementi di particolare pregio paesaggistico, ambientale, archeologico e culturale, costituendo, se efficacemente valorizzata, una importante risorsa turistica e quindi economica per la città. Poste le basi per la tutela, il prossimo passo è la valorizzazione anche attraverso appositi strumenti legislativi regionali. A ribardirlo è il sindaco Devincenzis che fa appello alla Regione. Il “Piano di gestione” redatto dalla Provincia di Matera, e la correlata produzione della cartografia e Piano regolatore, attende ancora l’approvazione della Regione.

Nell’ambito dello stesso, Arturo Caponero, presidente Legambiente Montalbano, sottolinea la necessità di creare una fruibiltà turistica attraverso la creazione di percorsi ed una segnaletica funzionale, mentre ricorda che l’Apt (Agenzia regionale promozione turistica) continua ad ignorare la più grande riserva lucana.

 

In rappresentanza della Regione, presente l’ assessore all’ambiente Aldo Berlinguer, al quale sono affidate le conclusioni dell’incontro. “Le eccellenze e la geodiversità di questa regione devono essere investite. Per riuscirci è doveroso passare dal vincolismo di una visione di mera tutela ad una più coraggiosa di valorizzazione e di impresa ambientale”.

 

 

Un monito alle istituzioni, ciò che è emerso dal convegno scientifico. Un premio prestigioso è un’ opportunità reale per la comunità montalbanese ma è un trampolino di lancio solo se correlato ad azioni ed interventi strategici che concretamente gestiscono e valorizzazano il territorio, mettendoli in rete con altre risorse.

Il Chiodo d’oro costituirebbe, dopo Matera decretata capitale della cultura europea 2019, un’ altra grande conquista per la provincia e per l’intera Basilicata.

Dopo questo imminente riconoscimento dato al capoluogo di provincia, anche i montalbanesi ci credono di più ed incrociano le dita per l’elezione di Montalbano capitale mondiale della geologia 2016.

 

Mariangela Di Sanzo

 

 

 

 

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