Dibattito acceso a Policoro sull’apertura dello Sprar

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Dibattito acceso martedì sera nella sala consiliare di Policoro sull’arrivo di alcuni immigrati che saranno ospitati in un centro Sprar.

Da una parte l’amministrazione comunale, con il sindaco Enrico Mascia, il vicesindaco Valentina Celsi e la consigliera Patrizia Costanza, che ha spiegato le ragioni della creazione, nel centro jonico, di un Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati; dall’altra i membri del comitato Madonnella, capeggiati dal portavoce Rocco Albini, alcuni esponenti della Lega e il consigliere comunale Giuseppe Maiuri che hanno sottolineato la loro contrarietà all’apertura della struttura, evidenziando soprattutto l’inadeguatezza della sede scelta per ospitare i migranti, uno stabile ubicato in via Silvio Pellico, località Madonnella, in aperta campagna.

Il vicesindaco Celsi ha spiegato come a Policoro arriveranno 20 persone, appartenenti a cinque nuclei familiari, tutte identificate e destinatarie di asilo politico o di protezione internazionale o umanitaria. Per loro saranno messi a disposizione una serie di servizi, tra cui alcune navette che permetteranno di collegare la sede dello Sprar con il centro abitato.

Spiegazioni che non hanno soddisfatto i membri del Comitato, preoccupati per la loro sicurezza.

Nel suo intervento il segretario provinciale della Lega Domenico Bianco ha chiesto la revoca del provvedimento di apertura dello Sprar sottolineando come la struttura prescelta non avrebbe i requisiti idonei all’ospitalità e “l’assenza – ha dichiarato – di certezze sulla quantità di presunti profughi che Policoro dovrebbe ospitare, sui controlli, sui servizi erogati, sul luogo dove dovrebbero essere ospitati, sulla loro provenienza e soprattutto sul coinvolgimento adeguato dei cittadini residenti nei luoghi vicini”.

Una discussione infocato, con un vivace scambio di opinioni, dove si è spesso accostato lo Sprar, destinato ad un’accoglienza integrata e proporzionata al contesto locale, a realtà completamente diverse come i Cpr, Centri di Permanenza e Rimpatrio, o i Cie, Centri identificazione ed espulsione, oppure l’occupazione dei capannoni dell’ex Felandina di Metaponto ad opera di migranti regolari.

Non è la prima volta che Policoro viene accostata al fenomeno immigrazione: nel settembre 2008 la città venne scelta dall’allora ministro dell’Interno, il leghista Roberto Maroni, per ospitare un Cara, Centro Accoglienza Richiedenti Asilo. Per tre mesi circa duecento persone, provenienti da Eritrea e Sudan, furono ospitati nell’ostello di via Lido. Anche allora ci furono polemiche e perplessità tanto che si convocò un consiglio comunale aperto per discuterne; potrebbe accadere la stessa cosa adesso.

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