Coronavirus: “chiudere per sanificare l’ospedale di Policoro”

ospedale policoro

“In queste giornate altri contagi e altre morti hanno flagellato la nostra amata regione. Uno dei degli ultimi contagi ha interessato una dipendente dell’ospedale di Policoro reparto di Ortopedia la quale sembrerebbe che avesse lavorato fino a due giorni fa. Ora diciamo basta, non ci si può nascondersi dietro un dito: l’Ugl chiede ai vertici ospedalieri che i tamponi vengano fatti a tutti e ripetuti periodicamente. Si chiuda per un giorno l’ospedale, è possibile, si sanifichi tutta la struttura, tutti i reparti nessuno esclusi e si riparta. Solo gli idioti potrebbero non capirlo; Ospedale di Policoro: 1 medico, 2 operatori socio sanitari, 1 infermiere e un addetto alle cucine: ai vertici dell’Asm chiediamo, è tutto tranquillo?”

E’ quanto sostiene il segretario provinciale dell’Ugl Matera Pino Giordano per il quale, “tutto si aggiunge alle tristi vicende di professionisti della salute che hanno colpito il territorio nazionale e locale.

Se a Matera nell’ospedale ‘Madonna delle Grazie’ si è leggermente meglio organizzati, a Policoro il dato dei contagi tra gli operatori sanitari aumenta: tutti, sono lavoratori che con senso di abnegazione, sacrifici, responsabilità, H/24 sono sentinelle della nostra salute. Ma anche essi devono assolutamente essere tutelati.

Perché non fare i tamponi a tutti il personale sanitario a Policoro? Perché non individuare nel comparto sanitario i portatori asintomatici? Si vuole rischiare di innescare nuovi focolai all’interno di reparti ospedalieri? Nessuna voce di allarme si è mai alzata da alcun componente della  regione e della dirigenza Asm, come se tutto vada per il verso giusto. Tutto il resto malissimo, se non al limite della vergogna: la situazione della quantità numerica del personale infermieristico e medico di tutti i reparti ridotto all’osso. L’impegno, la professionalità va riconosciuta e degnamente pagata, ne va di mezzo la loro e la salute dei cittadini materani e non solo.

A circa un anno dalle elezioni regionali, l’Ugl chiese al neo eletto Presidente della Giunta di prenderne atto che fino alla sua elezione in questa regione si erano usati solo toni trionfalistici dove non si è mai vigilato sulle necessità del cittadino ma, facile fu esclamare e prendersi i meriti propagandistici. Dopo lo sradicamento del potere PD, emersero le molteplici problematiche che quotidianamente il cittadino si trovava a combattere: riassumemmo sulle tante criticità che esistevano nei nosocomi del materano e che la vecchia governante aveva lasciato in eredità. Il nosocomio Giovanni Paolo II è stato vittima di politici di turno che lo hanno voluto vederlo definitivamente chiuso nonostante l’Ugl aveva ed ha sempre replicato a più voci che non andava mai abbassata la guardia. Ora però, registriamo brutte frenate a cui non riusciamo a darci una spiegazione. Perché si segnalano tamponi non effettuati a gente in isolamento domiciliare e risultati dei tamponi che arrivano con colpevole ritardo dopo svariati giorni? Per non parlare della cronica assenza di dispositivi ad hoc per molti del comparto sanitario. Il terzo polo sanitario della Regione Basilicata, Policoro, lasciato dalla passata gestione politica nosocomio simbolo tangibile della totale disorganizzazione e del malfunzionamento del servizio sanitario regionale oltre che del disinteresse totale della classe politica lucana per la fascia jonica e per i paesi del Pollino, tutti i paesi del sibarite dal Crotonese all’alto Ionio cosentino e, dell’entroterra che all’Ospedale di Policoro fanno riferimento: ora invece, cosa sta avvenendo? Chiudiamo per un giorno e sanifichiamolo tutto, tutto! Ci sono, lavorano internamente professionisti validi e indiscutibili per serietà, professionalità, abnegazione e senso di responsabilità, attaccamento al loro dovere. Ma – continua Giordano – tuteliamoli. Come vanno tutelati i medici di base, i medici di famiglia che ancora oggi non hanno i dispositivi previsti dal DPMC. L’ospedale scoppierebbe, il personale mai preso in considerazione, si lamenta dopo anni di silenzi e che l’Ugl ha rappresentato da sempre il loro malcontento. Alla ribalta della cronaca – conclude il sindacalista -, manca  a parere dell’Ugl un coordinatore dell’emergenza già presente nelle altre regioni, che ci possa dare un segno tangibile di non navigare a vista, ma che sia da  raccordo nel percorso di prevenzione e diagnosi di questa terribile infezione virale. In poche parole ai soldati va dato l’armamento, un generale senza la truppa oltre che distruggerla non vincerebbe mai da solo la guerra”.

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