“Basilicata/Sud Hub energetico scorie e trivelle, indignatevi non solo per il deposito nucleare”

CONFRONTO MAPPE CNAPI 2011e 2020

“Sarebbe bello in Basilicata indignarsi per tutto quello che i governi riversano su questa regione in termini di trivelle, rifiuti, servizi che ogni giorno scompaiono nel profondo sud e non solo per la mappa dei siti dei potenziali depositi di scorie nucleari (Cnapi). Per chi non conosce la storia di questa regione sono 40 anni che le rispettive generazioni respingono le scorie nucleari sulla fascia jonica fatti dai vari blitz di vari governi/gestori  senza che le popolazioni locali ne sapessero nulla (1978,2003,2011)”.

Lo si legge in una nota dell’associazione ambientalista “No Scorie Trisaia”.

“Per Noscorie Trisaia – prosegue il comunicato – c’è poco da meravigliarsi sulla pubblicazione della Cnapi (il governo ora gioca a carte scoperte), in una regione dove si è permesso di fare quello che si vuole sulle trivellazioni petrolifere, sui rifiuti, sui piani energetici e sulle regole e piani di tutela che nessuno si è preso mai la responsabilità redigere.

Le aree dei potenziali siti sono già conosciute da anni in gran parte, le mappe in effetti tranne qualche sito si ricalcano da oltre 30 anni (tante ripescate e attualmente inidonee). Ribadiamo che i luoghi non cambiano, ma cambia la scienza e la nuova conoscenza dei luoghi. Ed è sulla conoscenza dei luoghi che si devono fermare scorie e trivelle che in tutti questi anni hanno ipotecato i territori a lande senza futuro. Dopo l ‘indignazione ognuno prenda carta e penna e osservi i rischi e le potenzialità del proprio territorio interessato dalla Cnapi, lo metta nero su bianco e lo invii all’ente competente (trovate i progetti e dove inviare le osservazioni su www.depositonazionale .it).

Scoprirete che oltre ai rischi e all’impatto ambientale di una simile opera inidonea per i nostri ecosistemi esistono meraviglie che nessuno considera e che nessuno ha mai apprezzato. Lo abbiamo imparato dalle tante osservazioni che abbiamo fatto nelle regioni e nei ministeri contro le compagnie petrolifere in terra e mare. Dal 2003 in poi abbiamo sempre sostenuto nei tavoli della trasparenza sul nucleare l ‘idoneità di stoccare le scorie nucleari nel sito Itrec posizionato vicino a falde, dighe e fiume Sinni e assolutamente di trivellarci intorno. Ci sono voluti anni (anche dopo Fukushima ) affinché fossero redatti i criteri Ispra che riconoscessero tali argomenti nella gestione delle scorie e nei criteri per un deposito nucleare.  Dopo la pubblicazione dei criteri Ispra nel 2014 tutti i luoghi interessati dalla attuale mappa, Matera, Altamura, Alto Bradano e prima ancora Montalbano ai tempi della promozione del parco dei calanchi furono oggetto di incontri da noi promossi sul tema delle scorie per aprire una discussione sul futuro dei territori. Si sapeva che l’argomento non era chiuso e che sarebbero ritornati al Sud. Siamo poi interessati da 16 istanze di ricerca petrolifera in terra e da 6 nel mar Jonio, si vuole rinnovare la connessione val d’agri (senza conoscere gli accordi pubblicamente) e pensate forse che i rifiuti tossici, nocivi e anche radioattivi di natura petrolifera trattati in aria, in acqua e sul terreno facciano meno male di fusti inertizzati di scorie in un deposito a salute, ambiente ed economie locali?”

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