Basilicata, avviata la formazione per accrescere le competenze dei lavoratori migranti in agricoltura

I tirocini sono promossi da Arlab in aziende individuate da Alsia nell’ambito del programma Su.Pr.Eme. Italia

L’inclusione socio-lavorativa dei migranti passa anche attraverso la possibilità data ai lavoratori di migliorare le proprie competenze. In quest’ottica, due aree della Basilicata (la zona di Lavello e quella del Metapontino, in località Pantanello) sono state individuate per lo svolgimento di tirocini formativi, che hanno come obiettivo proprio il miglioramento delle competenze lavorativa nel settore dell’agricoltura.
In particolare, a Lavello, si sono svolti corsi incentrati sulle tecniche di potatura degli oliveti, mentre a Pantanello in questa settimana si concluderanno i corsi dedicati ai vivaisti addetti alla produzione in serre.
I corsi sono stati attivati attraverso l’avviso pubblico della Regione Basilicata che rientra nell’ambito del progetto Su.Pr.Eme. Italia, finanziato dai Fondi Amif – Emergency Funds della Commissione Europea, il quale mira a realizzare un piano straordinario integrato di interventi per sostenere il sistema delle autorità regionali e locali.
I percorsi di tirocinio promossi da ARLAB sono ospitati da aziende agricole individuate da ALSIA.
«Le iniziative avviate con i progetti Su.Pr.Eme., anche con il coinvolgimento delle imprese locali, – ha commentato Aniello Crescenzi, direttore dell’ALSIA – rappresentano sicuramente un contributo concreto delle istituzioni regionali al contenimento dell’emarginazione e della vulnerabilità dei lavoratori extracomunitari, ma allo stesso tempo sono una risposta al fabbisogno del territorio. Attraverso le attività letteralmente messe in campo dall’ALSIA, infatti, si lavora da un lato per favorire l’inclusione sociale attraverso forme di addestramento ai mestieri in agricoltura, e dall’altro per dare risposte alla carenza di mano d’opera specializzata più volte manifestata dalle aziende agricole. Un’iniziativa di grande valore che rappresenta tra l’altro un tassello importante del percorso di educazione alla legalità nel quale sono coinvolte istituzioni, operatori e migranti».

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