Atti criminosi Metapontino: la nota di Karakteria


Arrivare a fare un attentato ad un poliziotto della Digos significa sentirsi veramente forti.
Talmente forti da spargere il terrore; talmente forti da uscire allo scoperto e dichiarare apertamente guerra, mentre ancora fino a ieri c’era chi minimizzava sull’escalation criminale di questi ultimi anni e di questi ultimi giorni, arrivando addirittura a mettere in giro la voce che la dolosità degli incendi dei capannoni fosse dovuta all’incasso delle polizze assicurative o al reclamo di contributi”.
E’ il commento dell’associazione Karakteria di Policoro sugli ultimi episodi accaduti nel Metapontino.
A renderli così forti – prosegue la nota del circolo – siamo stati sicuramente noi, con il nostro silenzio e la nostra indifferenza.
Sono stati soprattutto loro, però, le istituzioni e si carichino delle loro responsabilità se vogliono veramente combattere il fenomeno, chè i comunicati stampa all’indomani delle sciagure non bastano: dovevano svegliare le coscienze e invece hanno minimizzato; col buon governo dovevano fare terra bruciata intorno alla criminalità e invece con la malapolitica hanno preparato la strada; dovevano essere i più forti per schiacciare il crimine organizzato appena si fosse nuovamente affacciato e invece sono in colpevole ritardo.
Hanno cominciato con l’incendiare qualche capannone agricolo e allora ci hanno detto: “Non si può urlare subito al fenomeno mafioso”.
Poi i capannoni incendiati sono aumentati, tanto che nell’opinione pubblica, la notizia sulla stampa non faceva e non fa nemmeno più tanto clamore.
E quando un fatto di questi non fa clamore, vuol dire che è entrato nella consuetudine insieme ad un alone di accettazione e paura che si confonde con l’atmosfera del luogo.
Allora la malavita si gonfia.
Questo grazie a chi aveva minimizzato precedentemente e invece di concentrare l’attenzione sullo spettro della criminalità organizzata ci aveva confuso le idee seminando altri mille spettri.
Vanno fuoco ettari ed ettari di riserva naturale e anche lì per molti è solo il gesto di un piromane, nonostante siano chiari 4 focolai al primo grande incendio.
Si trova un povero cristo, si crea un mostro e stiamo tutti più tranquilli.
Poi si incendia la macchina di un imprenditore turistico di Policoro: parlano di autocombustione, ma siamo a febbraio.
Poi l’auto di un consigliere comunale di Scanzano e via dicendo…
E’ sempre la stessa organizzazione?
Sono diverse?
Alcuni fatti veramente non hanno niente a che fare con loro?
Non lo sappiamo e non dobbiamo essere noi a stabilirlo.
Stiamo parlando di un fenomeno, di una forza, di una cultura che sta occupando il nostro Territorio.
Questo si leggeva il 2 ottobre in un articolo de Il Fatto: “E allora ci si accorge che all’improvviso piomba il silenzio.
Quello che minimizza, o che riconduce il fatto al gesto di un folle o di un contadino ignorante.
Senza riflettere che la mafia in un territorio comincia o ritorna sempre così: in sordina con piccoli eventi ma con il solito linguaggio. Insomma è il silenzio dei colpevoli che torna protagonista.
Sì, perché nel momento in cui si può anzi si deve parlare, molti tacciono improvvisamente.” …
Naturalmente fino a quando l’occasione non richiede un comunicato stampa, come nel caso eclatante dell’auto di Cosimo Pozzessere, il poliziotto della Digos.
E’ tardi, ma non è ancora troppo tardi!
E dobbiamo mobilitarci tutti affinchè non lo sia.
Tutti abbiamo sbagliato e ora dobbiamo rimediare all’errore per non lasciare quelli come Cosimo soli, perchè poi ce ne pentiremo tutti; dobbiamo reagire per non rimanere domani succubi di un altro potere Tiranno e violento.
Abbiamo già troppi guai per potercene permettere altri.
E le istituzioni hanno il dovere di non lasciarci soli, altrimenti dovesse succedere qualcosa alle nostre persone o ai nostri beni li riterremmo responsabili al pari degli esecutori.
Mò basta!!!
Attraverso incontri fortuiti per strada e un breve giro di telefonate – conclude la nota di Karakteria – diverse associazioni, movimenti e liberi cittadini, parroci e rappresentanti istituzionali hanno deciso di incontrarsi Mercoledì 10 ottobre alle ore 19,00 nella sede parrocchiale di Chiesa Madre per organizzare una mobilitazione generale contro il silenzio e i tagli alle forze dell’ordine sul nostro territorio e per stimolare ad un’azione più forte le istituzioni preposte”.
Antico circolo culturale Karakteria

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