Ritorna a Colobraro “Sogno di una notte a…quel paese”

sogno di una notte a quel paese

Due rappresentazioni settimanali (martedì e venerdì) per tutto il mese di agosto. Il doppio rispetto agli appuntamenti (solo di venerdì) delle due precedenti edizioni di “Sogno di una notte … a quel Paese” creando così le condizioni necessarie per rendere godibile ai visitatori lo spettacolo itinerante lungo un percorso che risulta diversificato ed arricchito rispetto a quello degli altri anni.

Questa terza edizione non si discosta per tematiche ed impostazione dalle altre se non per alcuni accorgimenti tecnici e scenografici nonché per una ulteriore maturazione artistica dei giovanissimi interpreti (diretti da Giuseppe Ranoia).

Questo nuovo “viaggio” nel paese che possiamo -non a torto- definire “del magico e del fantastico”, leggendo i contorni della rupe che ospita il centro storico, un tempo definito “sentinella della valle del Sinni”, porterà sicuramente ad un arricchimento culturale, a leggere con ironia la stessa quotidianità ed a interiorizzare le immagini ed i colori di un paesaggio di eccezionale bellezza.

Il sindaco Andrea Bernardo ha creduto fortemente nell’iniziativa riuscendo a coinvolgere l’intero paese e, soprattutto, a generare motivazioni forti in tutti coloro che si impegnano nell’organizzazione dello spettacolo che, divertendo, sfata la nomea del “paese jella” e tende ad essere sempre più “il paese portafortuna”.

Si inizia questa sera (MARTEDI, 2 AGOSTO), a partire dalle ore 19.00 (rappresentazioni sino alle 23.00) con il consueto appuntamento presso il palazzo delle Esposizioni, in Viale Vittorio Veneto, dove sarà possibile munirsi dell’apposito amuleto … prima di proseguire.

Il palazzo (costruito negli ’30) ospita l’Auditorium (inaugurato da pochi mesi), la Biblioteca comunale, le diverse mostre, non solo fotografiche mentre, da quest’anno, è possibile visitare il nuovo allestimento: sono state ricreate, utilizzando arredi del tempo (fine ‘800-‘900), una camera da letto –di quelle che hanno accompagnato la vita di intere generazioni per oltre un secolo con la loro essenzialità, uno spazio-lavoro con l’antico telaio e la cucina, da sempre fecondo laboratorio creativo.

Al termine del “percorso magico” tra vie, vicoli e piazzette del centro storico, sarà possibile riscoprire la magia stessa dei sapori gustando i piatti tipici della cucina contadina.

 

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