Raccontare la vita delle persone migranti nel concorso “Oltre il ghetto. Storie di libertà”

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Ci sono alcuni elementi che rendono le storie di vita un potente strumento di comunicazione. La loro capacità di trasmettere in maniera autentica, di creare un’immediata vicinanza con chi ascolta, il senso di generosità che sta nel condividere il proprio percorso.

“Oltre il ghetto”, il concorso appena lanciato per raccogliere storie di chi è riuscito ad uscire dalla morsa del caporalato e dello sfruttamento, è un’occasione preziosa quindi per dare voce ai protagonisti e alle organizzazioni che, con il lavoro costante sul territorio, li hanno accompagnati in un vero e proprio percorso di libertà.

Oltre il ghetto è quindi il concorso interregionale – indetto nell’ambito del progetto Su.Pr.Eme. Italia (Sud Protagonista nel superamento delle Emergenze in ambito di grave sfruttamento e di gravi marginalità degli stranieri regolarmente presenti nelle 5 regioni meno sviluppate), finanziato nell’ambito dei fondi AMIF Emergency Funds (AP2019) della Commissione Europea DG Migration and Home Affairs – che si pone l’obiettivo di accendere un faro sul tema dello sfruttamento lavorativo in agricoltura dei cittadini migranti e sulla reale possibilità di fuoriuscita e riscatto da questa condizione, per sensibilizzare e promuovere nella popolazione temi importanti come giustizia sociale, legalità e accoglienza.

Per raggiungere queste storie, il concorso si rivolge alle organizzazioni del privato sociale e alle istituzioni impegnate nel contrasto al caporalato che le abbiano intercettate, accompagnate e che vogliano contribuire a restituirle alla collettività.

Oltre il ghetto è dunque un concorso narrativo che premierà le storie che offriranno maggiori elementi suggestivi, evocativi e di immedesimazione rispetto al pubblico e le storie che, per la loro esemplarità, si offriranno come maggiormente capaci di spezzare quelle barriere che ostacolano i processi di integrazione e creano aree di inconsapevolezza od omertà in cui prolifera il fenomeno dello sfruttamento lavorativo.

Sfruttamento lavorativo, negazione dei documenti, condizioni di vita disumane, scivolamento verso lavori agricoli di raccolta, colpevolizzazione delle vittime. L’occhio dei media sui ghetti e sul fenomeno del caporalato ci restituisce storie che raccontano condizioni di vita e lavorative degradanti. E quelle storie di riscatto, di uscita da una condizione di schiavitù e sfruttamento, di acquisizione di una propria autonomia e di strumenti che consentono di poter diventare indipendenti, sembrano essere eccezioni, esperienze isolate e fortunate che faticano a farsi sistema.

Per partecipare, oltre a leggere e approvare il regolamento, le organizzazioni – operanti in Puglia, Calabria, Campania, Basilicata o Sicilia – dovranno compilare entro il 15 gennaio 2021 il form online del concorso, disponibile al link https://forms.gle/ndeK5xzcjAcGBJnQ7, corredando il testo del racconto di materiali visuali (foto e video). Tra tutte quelle pervenute, lo staff tecnico del contest selezionerà le 20 migliori storie, fra le quali la giuria ne sceglierà cinque, che saranno premiate con la produzione di un video-reportage professionale di narrazione.

I cinque reportage realizzati saranno caricati sul canale youtube di progetto e divulgati sui canali istituzionali disponibili e su tutte le community attive del progetto Su.Pr.Eme. Italia. Inoltre, concorreranno ai due premi finali di 3.000 euro l’uno.

Per informazioni sul contest scrivere a oltreilghetto@supremeitalia.org

Per informazioni su Su.Pr.Eme.Italia: http://www.integrazionemigranti.gov.it/Progetti-e-azioni/Pagine/SuPreMe-Italia.aspx

Su.Pr.Eme. Italia (Sud Protagonista nel superamento delle Emergenze in ambito di grave sfruttamento e di gravi marginalità degli stranieri regolarmente presenti nelle 5 regioni meno sviluppate) si inserisce nell’ambito del Piano Triennale di contrasto allo sfruttamento lavorativo in agricoltura e al caporalato, in particolare tra gli interventi di natura emergenziale nelle aree che presentano maggiori criticità in Puglia, Calabria, Basilicata, Sicilia e Campania. Il progetto è finanziato nell’ambito dei fondi AMIF – Emergency Funds (AP2019) della Commissione Europea – DG Migration and Home Affairs.

Il partenariato è guidato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali – Direzione Generale Immigrazione (Lead partner) coadiuvato dalla Regione Puglia (Coordinating Partner) insieme alle Regioni Basilicata, Calabria, Campania e Sicilia e l’Ispettorato Nazionale del Lavoro, l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni e Nova Consorzio nazionale.

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