Politica Policoro: la riflessione del consiglio direttivo Acli


“Tutto quello che è accaduto era di facile profezia! 
Non perché siamo delle Cassandre, ma perché bastava aver un minimo di esperienza politica per capire che l’amministrazione locale non poteva durare.
Questa amministrazione è finita già lo scorso anno all’indomani delle note vicende giudiziarie. 
Non sfugge a nessuno la particolarità del momento che anche la nostra comunità sta attraversando, nel pieno di un riassetto forzoso del sistema Paese, dove è a rischio la tenuta del sistema di coesione sociale, perché la sfida della crescita e della competitività, non riescono a trovare canali giusti per dare risposte concrete all’occupazione; il nuovo modello di sviluppo nel segno della sobrietà, dell’efficienza, della sostenibilità, come dice il presidente Giorgio Napolitano, è difficile da fare digerire ai cittadini, già al limite della sopportazione. 
Nessuna esasperazione dunque, anche per il nostro appuntamento elettorale, dove, prima di ogni altra cosa, sarà fondamentale non creare illusioni nella gente. Purtroppo, ancora una volta a Policoro una giunta non riesce a concludere il proprio mandato nei tempi previsti e va a casa prima. 
Anche se con motivazioni diverse la cosa è avvenuta sia con il centro-sinistra (sindaco Serafino Di Sanza) che con il centro-destra (sindaco Nicolino Lopatriello).
Ora sappiamo che il prossimo mese di maggio i cittadini di Policoro andranno a votare per eleggere una “nuova” amministrazione. 
L’invito che ancora una volta vogliamo rivolgere a tutte le forze politiche è quello di mettere al centro della proposta amministrativa il cambiamento che deve riguardare prima ancora che le persone, la mentalità di approccio alla politica, dove il quadrinomio: affidabilità, capacità, trasparenza e competenza si devono coniugare con rigore morale e spirito di servizio! 
Si propongano alla popolazione persone che possono soprattutto dare alla politica e non persone che attraverso la politica intendono realizzare obiettivi personali. Saranno fondamentali i programmi e soprattutto quei temi che riguardano l’attenzione ai settori produttivi tradizionali del nostro territorio (turismo, agricoltura, piccolo artigianato, servizi) non trascurando però il sociale, almeno per alleviare la disperazione ed il disagio dei più deboli.
Noi riteniamo che la città abbia ancora le potenzialità economiche e umane per riprendere quella strada di miglioramento e di progresso a lungo percorsa nel recente passato.
I movimenti politici quindi si aprano alla società civile cercando tra questa le menti e le professionalità più brillanti e non rimangano arroccati alle risicate graduatorie di partito, privilegiando così il carrierismo e l’appartenenza fedele, rispetto all’entusiasmo ed alla possibilità di lanciare segnali di rinnovamento autentico rispetto alle “vecchie prassi”.
Bisogna uscire dalla nomenklatura e dall’establishmentche ha fallito a tutti i livelli, solo così la politica potrà recuperare un minimo di credibilità e forse, nel tempo i cittadini potranno recuperare anche la passione civile ormai completamente spenta e riluttante nei confronti dei partiti. 
Se questo appello dovesse essere raccolto si apre, in qualche modo uno spiraglio per il ritorno alla buona politica e viene data una chanceanche a tutta l’area del cattolicesimo moderato che anche nella nostra comunità vuole contrastare il bipolarismo ibrido, fatto di scontri personalistici e desideri di vendette personali.
Ovviamente non si tratta di costruire, anche a livello locale, una coalizione di cattolici per i cattolici e neppure di mettere le basi per una alleanza in grado di prefigurare nuovi scenari politici su interessi corporativi; al contrario, fondamentale è mettersi al servizio della nostra comunità, con dedizione e senza velleità. 
Di vero c’è la tensione ideale e lo slancio verso una nuova progettualità, nonché la disponibilità dei cattolici a giocare un ruolo da protagonisti in questa rinnovata fase politica”.
Il Consiglio Direttivo delle Acli di Policoro

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