Pisticci: progetto preliminare per la difesa del suolo

pineta in fumo

La Giunta Comunale di Pisticci, con la Deliberazione n.128 (Prot.198) del dodici Giugno 2013, ha deliberato di prendere atto del Progetto preliminare, relativo agli interventi di difesa del suolo e ripristino della copertura vegetale nell’area danneggiata dall’incendio dell’agosto 2012.

Il Progetto preliminare, ha come obiettivo principale la prevenzione dei fenomeni di dissesto idrogeologico nelle aree percorse dall’incendio del 2012, che interessano una superficie di circa mille ettari.

Si prevede da un lato, il ripristino della copertura vegetale delle aree percorse dal fuoco e quindi spogliate della vegetazione, dall’altro, l’avvio di processi di sostituzione dei rimboschimenti artificiali, solo in parte danneggiati dal fuoco, con comunità arboree e/o arbustive spontanee.

Il ripristino della copertura vegetale, opportunamente progettato con tecnologie avanzate, risulta la soluzione percorribile e potrà sopperire meglio alle onerose opere di consolidamento di tipo tradizionale, ma, soprattutto, avrà un impatto ambientale nullo, sia per quanto riguarda la realizzazione materiale degli interventi, sia per quello che sarà il risultato finale.

La cautela da adottare è prioritariamente quella del rispetto della vegetazione preesistente, il cui spettro in termini di specie e di forme deve essere la guida nell’identificazione degli interventi possibili, tenuto conto che l’area è da considerarsi ad alto rischio per la storia pregressa di incendi in essa verificatisi.

Il progetto è stato strutturato in tre lotti operativi, individuati in macroaree in funzione delle priorità assegnate. L’evidente mancanza di una copertura vegetale, infatti, può generare, pericolosi e incontrollabili fenomeni di dissesto idrogeologico evidenti già dopo il primo anno successivo all’incendio, con conseguente e progressiva amplificazione del fenomeno che inevitabilmente interesserà l’abitato di Pisticci.

Da tali studi emerge la necessità generale di risanare con “estrema urgenza” le situazioni di rischio, o almeno di mitigarne gli effetti, in considerazione del fatto che le aree interessate si trovano in prossimità del centro abitato con conseguente pericolo potenziale della pubblica e privata incolumità.

Le somme necessarie alla realizzazione degli interventi previsti si attestano intorno ai quarantacinque milioni di euro.

Si tratta di un lavoro impegnativo e complesso che ha richiesto un progetto preliminare, finalizzato alla candidatura a finanziamenti regionali, statali, europei ecc. e consentire, al tempo stesso, ai citati organismi di valutare gli aspetti tecnici ed economici, rivenienti dalla realizzazione dell’ipotesi progettuale.

Sulla base di quanto detto, le risorse da “investire” nella realizzazione della proposta, trova piena giustificazione nei risultati ottenibili a breve tempo, che consentiranno di creare, quindi, le condizioni per scongiurare l’acutizzarsi delle emergenze territoriali che inevitabilmente porterebbero al verificarsi di eventi disastrosi di portata sempre più elevata.

Il progetto è in linea con l’analisi della situazione ambientale e con l’evoluzione naturale dei contesti descritti.

Possiamo, perciò, affermare con convinzione, che se la problematica in questione non venisse affrontata, si andrebbe verso un rischio territoriale elevatissimo con l’eventualità, tutt’altro che remota, che in un prossimo futuro potrebbero essere necessari interventi molto più complessi e dispendiosi per tentare di risolvere compromissioni del territorio di ben più ampia portata sotto l’aspetto idrogeologico e paesaggistico.

È convinzione che mentre oggi è possibile intervenire con una spesa più contenuta, al fine di innescare processi pedogenetici, ecologici e idrogeologici positivi; tra qualche anno, con l’acutizzarsi dei problemi di stabilità delle pendici e di alterazione della copertura vegetale, sarà necessario intervenire con azioni molto più complesse e dispendiose, con costi sociali enormi e senza garanzia di risoluzione dei problemi.

 

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