Nasce il coordinamento “Sardine Lucane”, primo appuntamento a Matera

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Sardine Lucane

“Un’idea comune di Italia e di Basilicata: un paese più equo, più sostenibile, più giusto, più libero, più solidale. Per dire che siamo tutti contro l’odio, le divisioni e le discriminazioni che una certa destra vuole instillare nella testa delle persone”.

Inizia così il comunicato stampa del coordinamento “Sardine Lucane” che si stanno organizzando per dare vita a una manifestazione a Matera.

“Siamo tutti convinti che – prosegue la nota – al di là delle appartenenze partitiche, un’Italia diversa non solo è possibile ma è necessaria. Crediamo che la forza di questo fenomeno sia la capacità di smuovere le masse, di mobilitare le persone, di far alzare i giovani dai divani di casa e farli uscire in piazza. Far capire alle persone, ed in particolare ai giovani, che la Politica è bella se fatta nel modo giusto, che è necessaria per la sopravvivenza della democrazia stessa.

Le Sardine, tanto a livello nazionale quanto a livello regionale, nascono per dire sostanzialmente due cose: la prima è “Caro Salvini, noi non siamo come te e non stiamo con te”. La seconda, invece, è un chiaro segnale a tutto il centrosinistra. Quelle persone nelle piazze italiane, noi tutti anche in Basilicata, con questa adesione alle Sardine, malgrado le nostre diverse appartenenze partitiche, stiamo dicendo: “Noi ci siamo, Noi ci siamo sempre stati. Voi, invece, dove siete stati? Dove siete andati? Cosa siete diventati?”.

Perchè, probabilmente, dovremmo comprendere, tutti, che dietro questo fenomeno che parte dal basso, che non ha bandiere, c’è tanta voglia di partecipazione. Partecipazione che non si manifesta in altri luoghi, partiti o movimenti, semplicemente perché quei luoghi molto spesso sono luoghi chiusi. Il movimento delle Sardine nasce in Emilia Romagna, a Bologna, per poi propagarsi in maniera esponenziale in tutta Italia. La situazione in Emilia Romagna, però, è differente da quella Lucana.

Lì, a gennaio, ci saranno le regionali e il movimento nasce come reazione spontanea di un gruppo di giovani per dire chiaramente che l’Emilia Romagna non cederà dinanzi alle false promesse, alla retorica e al populismo della Lega Nord e del CentroDestra e per dire, contestualmente, che il Governo regionale di CentroSinistra è stato un buon governo e che si intende continuare con quel buon governo.

In Basilicata, la situazione è differente. La nostra regione, purtroppo, gode di un triste primato: è la prima e unica regione del Sud ad essere governata dalla Lega Nord. Potenza è il primo e unico capoluogo del Sud ad avere un sindaco leghista. La Basilicata si è già legata e tocca a noi slegarla, cercando di essere tutti uniti, facendo fronte comune, un nuovo fronte popolare contro l’avanzare delle Destre.

Nell’immediatezza, dobbiamo evitare che Matera, Capitale della Cultura europea 2019, cada l’anno prossimo nelle mani della Lega Nord.

A tal fine, stiamo lavorando per l’organizzazione di una grande manifestazione a Matera durante le festività natalizie per garantire la presenza dei tanti studenti fuori sede (ogni informazione utile sarà pubblicata sulla nostra Pagina Facebook ufficiale “Sardine Lucane).

Stiamo lavorando per ottenere tutti i permessi e le autorizzazioni necessarie, lavoro non semplice vista la concomitanza dei numerosi eventi che si svolgeranno in occasione della chiusura dell’anno di “Matera Capitale Europea della Cultura 2019” e l’innalzamento dei criteri di sicurezza per lo svolgimento di simili manifestazioni. Noi non molliamo e lavoreremo affinché Matera possa essere il teatro in cui migliaia di lucani possano lanciare un chiaro segnale “Matera non si lega e la Basilicata è pronta a slegarsi”.

In Basilicata sarà necessario, poi, affrontare temi di primaria importanza quali l’ambiente, la salute, il lavoro, la piaga della disoccupazione giovanile e della fuga di massa dei giovani lucani. Temi che ci toccano quotidianamente e che solo noi giovani, senza alcuna presunzione, possiamo e dobbiamo affrontare frontalmente per le sorti del nostro futuro e della nostra regione. Se la nave affonda, infatti, affonda per tutti, non solo per qualcuno. E allora, forse, è il caso di darsi da fare per tenerla a galla. Il tempo di stare a guardare è finito. E’ ora che tutti facciamo una scelta di campo: fronte comune contro l’avanzare delle Destre. Ci riusciremo, non ci riusciremo, questo non lo sappiamo. Sarà il tempo a dirlo. Ma un giorno, senza il rimpianto di non aver fatto nulla, forse, potremo guardare i nostri figli negli occhi e dire, non è stato sufficiente lo sappiamo, ma ci abbiamo provato a regalarvi una terra migliore di quella che abbiamo ereditato dai nostri genitori”.

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