Manca il numero legale in Consiglio nella votazione sul depuratore di Tecnoparco.

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Tornerà all’esame della terza Commissione la proposta di legge d’iniziativa del consigliere Mollica, che introduce modifiche alla L.r. n.1/2010 sulle “Norme in materia di energia e Piano di indirizzo energetico ambientale regionale” e specificatamente all’appendice A “Principi generali per la progettazione, la costruzione, l’esercizio e la dismissione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili”. Lo ha deciso il presidente dell’Assemblea, Piero Lacorazza, che, in base alle prerogative che gli vengono riconosciute dall’art. 85 del Regolamento consiliare, ha disposto che la Commissione competente riferisca in Aula entro 15 giorni sugli approfondimenti compiuti. Lacorazza, dopo il dibattito svolto in Aula e dopo una riunione della Conferenza dei capigruppo, ha accolto la proposta formulata dal capogruppo del Pd Cifarelli, precisando di non voler entrare nel merito del provvedimento, ma di ritenere utile, anche in considerazione dell’emendamento presentato da Romaniello, assegnare alla Commissione un tempo breve per gli approfondimenti richiesti. Contrario al rinvio Mollica, che in precedenza aveva illustrato la sua proposta di legge finalizzata a preservare i terreni agricoli con una marcata produttività intensiva e quelli destinati a colture di pregio nonché i terreni irrigui e quindi a riconoscerne l’eccezionale valore ambientale che, ad oggi, risultano esclusi dal novero delle aree e siti non idonei per l’istallazione di impianti solari termodinamici. Nel dibattito sono intervenuti diversi consiglieri. Cifarelli ha motivato la richiesta del rinvio con la necessità di sentire il parere dei competenti uffici della Regione e di stabilire con chiarezza se si possono fare gli impianti o no (“Non si cambiano le regole del gioco mentre si gioca la partita”, ha detto), Romaniello, motivando la presentazione dell’emendamento, ha sollecitato il rispetto delle procedure e dei tempi previsti dalle norme nazionali, Leggieri ha ribadito la netta contrarietà del Movimento cinque stelle al termodinamico “e alle lobbies internazionali che vengono a depredare il nostro territorio”, Pace ha parlato della necessità di “ascoltare la voce della gente”, attraverso una evoluzione legislativa che blocchi operazioni inopportune in una regione che ha già dato molto sul piano energetico, Rosa ha rilevato che i tre esponenti del Pd presenti in Commissione avevano votato a favore del testo.

Successivamente, il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità il ddl che detta disposizioni in materia di imposta regionale sulle attività produttive. Con il provvedimento si abroga l’art.38 della legge di stabilità regionale che sanciva l’aumento dell’aliquota Irap per alcuni settori dell’1%, portandola dal 3,9 al 4,9, perché in contrasto con una recentissima normativa statale.

 

Poi l’Aula, ha approvato a maggioranza (10 voti favorevoli di  Pd, Pp, Cd, Ri e Psi, 5 voti contrari di  Pdl-Fi, Lb-Fdi e M5s e l’astensione di Sel) il disegno di legge relativo al rendiconto per l’esercizio finanziario 2013 dell’Arpab e dell’Apt. Il provvedimento è stato illustrato dal presidente della seconda Commissione Gianni Rosa, che ha sottolineato come, a suo parere, non è cambiato il modo nella Giunta di utilizzare le risorse per il turismo, considerato che con i fondi del bilancio 2014 si finanziano iniziative svolte dai Comuni negli anni precedenti, ed ha inoltre rilevato una serie di contraddizioni sul rendiconto dell’Arpab, descritta dal direttore come una azienda pubblica diventata efficiente, anche se in passato l’assessore all’Ambiente Berlinguer aveva detto  il contrario. Ha inoltre stigmatizzato l’assenza in Aula del presidente Pittella e di alcuni assessori.

Sono intervenuti nel dibattito sul provvedimento i consiglieri Napoli, Spada, Galante, Cifarelli, Romaniello e l’assessore Berlinguer, che ha ribadito le osservazioni critiche svolte a suo tempo sull’Arpab, ritenendo che mettere in evidenza luci ed ombre possa rappresentare un pungolo per l’agenzia, ma affermando allo stesso tempo di ritenere positivo il dato contabile. “Non possiamo rassegnarci ad avere un sistema di protezione ambientale ordinario – ha aggiunto Berlinguer – perché serve un sistema che sia all’altezza della sfida che la Regione ha intrapreso con le estrazioni petrolifere”.

 

Sempre a maggioranza (11 voti favorevoli di Pd, Pp, Cd, Ri e Psi, 5 voti contrari di Pdl-Fi, Lb-Fdi e M5s e l’astensione di Sel) approvato il ddl relativo al bilancio di previsione per l’esercizio finanziario 2014 dell’Agenzia regionale per le erogazioni in agricoltura (Arbea) e al bilancio di previsione 2014 e a quello pluriennale 2014/2016 del Parco regionale Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti lucane. Ed ancora a  maggioranza (12 voti favorevoli Pd, Pp, Cd, Ri, Sel e Psi, 5 voti contrari di Pdl-Fi, Lb-Fdi e M5s) approvato il disegno di legge relativo al bilancio di previsione per l’esercizio finanziario 2014 e al bilancio pluriennale 2014/2016 dell’Agenzia di promozione territoriale di Basilicata (Apt).

 

Successivamente il Consiglio regionale ha discusso una mozione presentata dal consigliere Benedetto (sottoscritta in Aula anche dai consiglieri Mollica, Leggieri e Perrino) sull’impianto di depurazione della società Tecnoparco Valbasento nell’area di Pisticci scalo. Con il documento il Consiglio impegna la Giunta “a sospendere, in via cautelativa, l’arrivo di reflui destinati a Tecno Parco di Pisticci Scalo fino a definizione delle cause che provocano gli accertati miasmi”. “In data 16 giugno 2014 – si legge nel documento – funzionari dell’Arpab, su richiesta della Prefettura di Matera a sua volta allertata dal Sindaco di Pisticci a causa delle intense esalazioni olfattive avvertite dai cittadini del quartiere residenziale di Pisticci Scalo, hanno effettuato un ennesimo sopralluogo a seguito del quale è stato redatto un verbale dove si precisa che ‘è stato rilevato un picco di 4027 p.p.b. come isobutilene; sono stati rilevati odori in prossimità della vasca S25B, come all’ingresso dello stabilimento e nell’area della pista Mattei’, odori definiti dai tecnici dell’Arpab ‘intensi e molesti’”.

 

Sono intervenuti nel dibattito oltre a Benedetto, i consiglieri Cifarelli, Spada, Romaniello, Galante, Rosa, Perrino, Leggieri, Napoli e l’assessore Berlinguer. Cifarelli ha sollecitato il parere della Giunta, proponendo di approfondire in Commissione tutte le problematiche legate alla Valbasento, ascoltando anche il sindaco di Pisticci e il comitato dei cittadini di Pisticci scalo. Romaniello si è chiesto se è possibile sospendere l’attività di una azienda, invitando la Giunta ad assumere provvedimenti nel rispetto della legge n. 152/2006. Galante ha evidenziato la necessità di poter esprimere un voto consapevole, che sia il frutto di una conoscenza approfondita della materia. Rosa ha ricordato che il problema dei miasmi a Pisticci Scalo non nasce oggi (ha ricordato una sua interrogazione del 24 agosto 2012), sottolineando che in questi anni diversi soggetti hanno sollecitato chiarimenti che non sono venuti, e quindi solo con un provvedimento estremo ci saranno risposte. Perrino ha affermato che è necessario approvare la mozione in base al principio di precauzione, sottolineando situazione drammatica che si è determinata: non si può accettare – ha aggiunto – che si prendano in esame prima determinati interessi e poi la tutela della salute dei cittadini, occorre coraggio e responsabilità. Spada ha parlato dell’interesse primario che riguarda tutte le situazioni ambientali, aggiungendo che serve una piena consapevolezza, informazione e conoscenza dei problemi. Napoli ha annunciato che Forza Italia chiederà al ministro l’istituzione di una commissione d’inchiesta nazionale che faccia luce su tutti gli aspetti della vicenda. Leggieri si è chiesto “in presenza di un verbale come quello redatto dall’Arpab come si comportano gli organi sanitari? Altrove l’azienda sanitaria ha chiuso impianti, in Basilicata questa pratica di salvaguardia dei cittadini non è diffusa. Se ne parla da anni ma di chiusure per inquinamento non c’è traccia”. Ha chiesto inoltre alla Giunta di fare uno screening sanitario in tutte le zone dove ci sono problemi di questo tipo.

 

“La Giunta è impegnata in prima linea è ha messo in atto un portafoglio di azioni significative e concrete”, ha detto l’assessore all’Ambiente Berlinguer, che ha parlato di “una vicenda che viene da lontano e non è stata risolta in maniera soddisfacente. La convivenza con i miasmi non è piacevole e pone diversi problemi, e dobbiamo chiedere a chi opera in quell’area di fare di più. Come Dipartimento siamo impegnati quotidianamente, ieri abbiamo svolto un’altra riunione con tutti i soggetti interessati ed abbiamo stabilito un crono programma chiedendo anche a Tecnoparco di fare la sua parte. Occorre distinguere fra emissioni olfattive e danni per la salute, un quadro non accertato ma le emissioni hanno impatto insopportabile per le popolazioni. Un tecnico dell’Arpab è presente in zona  ogni sera dalle 22 alle 24, inoltre l’Asi ha bandito la procedura per la copertura delle vasche, ed entro un mese Tecnoparco dovrebbe essere in grado di coprire anche il percolatore primario”.

 

Dopo il dibattito la mozione è stata messa in votazione, ma il presidente di turno Mollica, constatata la mancanza del numero legale, ha sciolto la riunione annunciando che sulla mozione si svolgerà una nuova votazione nella prossima seduta, in programma venerdì 27 giugno. Al momento del voto erano presenti in Aula i consiglieri Benedetto, Castelluccio, Cifarelli, Leggieri, Mollica, Napoli, Perrino, Romaniello e Rosa, che si sono espressi tutti a favore del documento.

 

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