“L’ospedale di Tinchi può riaprire”

Ospedale3 tinchi

“Probabilmente l’assessore regionale alla sanità non conosce ancora bene la struttura e la storia dell’Ospedale di Tinchi. Quando si fanno questioni di campanile, è sbagliato, ma fatta questa premessa, in quest’ultimo anno abbiamo sempre detto che dobbiamo guardare ai territori, perché tutti dovrebbero avere il diritto di curarsi, perché tutti pagano le tasse, sia nelle città che nelle periferie”.

Inizia così il comunicato a firma di Giuseppe Cisterna, del comitato in difesa dell’ospedale di Tinchi in replica a una dichiarazione dell’assessore regionale alla Sanità Rocco Leone circa il non poter utilizzare l’ospedale metapontino nella gestione dell’emergenza coronavirus, preferendo il potenziamento di quello di Venosa.

“Probabilmente l’assessore – prosegue Cisterna – dimentica che la struttura centrale di Tinchi non è completamente dismessa e, che le problematiche di natura tecnica, da lui citate, non compromettono quei servizi che ancora oggi svolgono la loro normale attività, come ad esempio: il laboratorio Analisi, gli ambulatori di nefrologia e dermatologia, l’ambulatorio di Chirurgia; che eroga migliaia di prestazioni all’anno con una sala operatoria efficiente. Il fatto che non ci sia l’agibilità solo per un plesso specifico, il problema non sussiste! In funzione sempre del fatto che i lavori non sono stati conclusi per cavilli burocratici, la cosa non la rende impossibile! Nel corpo strutturale nella quale vengono erogati questi servizi, non c’è bisogno di nessuna autorizzazione! e se prontamente disponibile, si potrebbe impegnare anche alcuni locali dismessi per la quarantena dei contagiati.

Inoltre, il problema di dismettere l’ala antistante del nosocomio negli anni non si è mai posto, ne è la prova il piano di sicurezza durante i lavori di abbattimento e adeguamento della struttura. Una parte della struttura non ha mai chiuso definitivamente! Ancora oggi i servizi continuano a funzionare! Se non ci fosse stato il Comitato l’ospedale sarebbe chiuso da molto tempo, e non si sarebbe arrivato ai risultati attuali, al mantenimento di tutti i servizi sanitari, che è tutto merito della determinazione dei cittadini che per anni hanno lottato col Comitato, che hanno difeso con le unghia e con i denti questa struttura!

L’assessore dovrebbe ricordare che nel corso degli anni, i cittadini del Metapontino hanno subito solo ed esclusivamente tagli, mentre a Tinchi cifre enormi di denaro pubblico venivano spesi in appalti milionari, in lire e in euro per riammodernare quattro piani e due sale operatorie che non prevedevano nemmeno le norme antisismiche. In realtà, si trattava di appalti che rendevano solo all’apparenza più efficienti i reparti chiusi: le due sale operatorie; una poco utilizzata e l’altra dismessa; il terzo piano abbattuto,; la piscina terapeutica inaugurata e mai utilizzata! Questa è la realtà dei fatti.

Dobbiamo capire che la sanità è nel caos più totale, e con l’emergenza Covid 19 la situazione si potrebbe aggravare di più con il sovraffollamento di un solo Ospedale di riferimento! quindi noi dobbiamo dare pari dignità non solo per i servizi di base, sui territori, ma, anche e soprattutto una opportunità a una minaccia globale che non ha precedenti. Ci auguriamo di non cadere nella situazione delle regioni del nord, se, però, dovessimo subire anche noi la stessa sorte, non osiamo immaginare come sarebbe possibile trasferire in una sola struttura tutti i casi di contagio che si presentassero nel Metapontino! E i contagiati che non potrebbero ricevere una assistenza adeguata? Dove si mettono? Ed è per questo che la nostra lotta non deve finire in questo modo, bisogna darsi da fare e agire subito! Complessivamente si potrebbero istituire una quindicina di posti letto territoriali suddivisi tra Pisticci, Stigliano e Tricarico.

In questo momento abbiamo l’obbligo, anche da parte nostra, di dare dei suggerimenti al tema della programmazione, perché non possiamo più sopportare che questa comunità sia ancora bistrattata. Questa decisione dovrebbe offendere non il Comitato, ma l’intelligenza di tutti i cittadini, perché al nord e in Cina le cose funzionano diversamente! La Regione Basilicata dia un segnale e subito!

Contro questa ipotesi, noi continueremo a lottare!”

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