“Lo Stato non può imporre le trivelle senza l’accordo delle Regioni”

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Si è tenuta a Roseto Capo Spulico giovedì scorso la riunione della IV Commissione-Assetto e utilizzazione del territorio-protezione dell’Ambiente Regione Calabria per discutere delle istanze di ricerca di petrolio nel Mar Ionio.

Sono intervenuti numerosi consiglieri provinciali e tra questi Gianluca Gallo, Mario Franchino e sindaci e amministratori dei comuni della costa ionica calabrese.

Hanno partecipato e fatto sentire il loro fermo e chiaro rifiuto alle trivelle i rappresentanti delle categorie economiche e sociali oltre a numerose associazioni e tra queste Mediterraneo No Triv che a mezzo del suo portavoce Giovanna Bellizzi, ha precisato quelle che sono le peculiari funzioni e i poteri delle Regioni Basilicata, Calabria e Puglia.

In effetti, contrariamente quanto spesso ribadito dalle Regioni, lo Stato non può imporre le trivelle senza aver raggiunto l’intesa con il governo locale.

Al riguardo una recente e importantissima sentenza della Corte Costituzionale ha ribadito che lo Stato non può mai assumere atti unilaterali, imponendo decisioni non condivise dalle Regioni.

“E’ per queste ragioni che Mediterraneo No Triv – si legge in una nota dell’associazione – ha inviato alla Regione Calabria e alla Regione Basilicata un atto formale sollecitando l’applicazione e la rigorosa osservanza della legge, poiché le regioni hanno l’obbligo di tutelare l’ambiente e la salute dei cittadini.

Solo in presenza di studi scientifici imparziali e obbiettivi in grado di escludere che l’attività di estrazione di petrolio provoca danni  per l’ambiente e la salute è possibile concedere le autorizzazioni.

Se, però, tale certezza scientifica non può essere raggiunta,  le Regioni hanno l’obbligo di applicare il principio di precauzione elevando la tutela della salute e dell’ambiente rispetto all’interesse economico delle società petrolifere.

La violazione di tale principio è sicuramente atto grave, anzi gravissimo, perché potrebbe configurarsi come volontà delle istituzioni e del governo locale di sottrarsi agli obblighi imposti per legge.

E’ anche per questo motivo che Mediterraneo No Triv continua a dare supporto a tutti i comuni che intendono presentare osservazioni contro le istanze di ricerca, che la  IV Commissione Ambiente della Regione Calabria ha raccolto  con entusiasmo.

Il Comune di Policoro e il Comune di Roseto Capo Spulico hanno già dato adesione alle osservazioni predisposte da Mediterraneo No Triv contro l’istanza d 68 richiesta dalla Transunion Petroleum, esprimendo un fermo e chiaro rifiuto contro questa ulteriore richiesta di ricerca di petrolio nel Golfo di Taranto.

La Regione Calabria con la riunione del 11 luglio ha dato prova di voler ascoltare il territorio, i rappresentanti del settore turistico, della pesca e dell’agricoltura .

E la Basilicata ascolta il territorio? Sembra proprio di no.

Infatti, il silenzio sulla questione di  numerosi consiglieri provinciali e regionali della Basilicata non è giustificabile.

Significa che chi ci rappresenta e governa non può o non vuole rendersi conto che la popolazione rifiuta altre trivelle.”

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