“La realizzazione di nuovi impianti di trattamento rifiuti incontrerà sempre la ferma opposizione dell’amministrazione comunale di Pisticci”

municipio comune pisticci

“A seguito della nota trasmessa dal Movimento Tutela Valbasento, accogliamo le legittime preoccupazioni dei cittadini relative all’insediamento sul nostro territorio di nuovi impianti di trattamento rifiuti e facciamo alcune doverose precisazioni”.

Lo scrivono, in una nota congiunta, il sindaco di Pisticci Viviana Verri e l’assessore all’Igiene Urbana Filippo Anio Ambrosini.

“Riguardo all’impianto di recupero e messa in riserva di rifiuti speciali mediante conversione catalitica – si legge nella nota – la cui installazione fu proposta dalla società bresciana IRLE srl, nell’area dell’ex impianto Panasonic a Pisticci Scalo, nella Conferenza di Servizi convocata dalla Regione il 13 luglio 2017, il Comune di Pisticci ha trasmesso il suo parere non favorevole, rimarcando il fatto che l’impianto sarebbe stato realizzato in un’area già ricadente in un Sito di Interesse Nazionale e oggetto di interventi di bonifica, per cui una nuova azienda di trattamento rifiuti, anche pericolosi, sarebbe stata in forte controtendenza, vista la forte vocazione agricola e turistica della zona. L’Amministrazione Comunale di Pisticci è stata l’unica, tra gli enti coinvolti, a rilasciare parere non favorevole rispetto alla realizzazione dell’impianto. Il 24 Aprile 2018 il Comune di Pisticci ha ribadito la propria contrarietà scrivendo al Ministero dell’Ambiente.

Successivamente, sulla scorta del nostro parere negativo, la Regione Basilicata ha concluso il procedimento con un diniego all’autorizzazione di tale impianto. Da lì in avanti la vicenda si è spostata sul piano giudiziario che ha visto, in prima istanza, l’accoglimento del ricorso presentato al TAR dalla società bresciana avverso il diniego espresso dall’Amministrazione regionale a cui chiediamo con forza, unendoci all’appello lanciato dai cittadini, di continuare a sostenere in ogni sede il proprio provvedimento, a tutela di un territorio che non vuole più essere meta di impianti ad alto impatto ambientale.

Quanto all’impianto integrato di trattamento e recupero della frazione organica dei rifiuti solidi con produzione di Biometano e Compost, proposto da Teknoservice s.r.l., la cui ubicazione è prevista in contrada Santa Lucia, il Comune di Pisticci, nell’ambito del procedimento autorizzatorio incardinato presso la Regione Basilicata, ha espresso parere sfavorevole con ben cinque note indirizzate agli uffici regionali competenti. Conseguentemente, la Regione Basilicata ha concluso negativamente il procedimento, archiviandolo. Avverso tale provvedimento la società ha proposto ricorso al TAR di Basilicata lo scorso mese di luglio ed il Comune di Pisticci si è costituito in giudizio difendendo convintamente la sua posizione. Non riteniamo, infatti, che un simile impianto sia compatibile con le caratteristiche del territorio (sarebbe posizionato, infatti, a ridosso di una zona di pregio naturalistico come i calanchi, nonché nelle vicinanze del centro abitato di Pisticci Scalo, per cui potrebbe essere fonte di ulteriore disagio per gli abitanti, a causa delle possibili emissioni odorigene e rumorose).

La realizzazione di nuovi impianti di trattamento rifiuti su questo territorio incontrerà sempre la ferma opposizione di questa Amministrazione.

Questione ben diversa è, invece, quella relativa alla realizzazione del Centro di raccolta rifiuti nell’area sottostante il campo di calcetto del circolo tennis a Pisticci, per il quale il nostro ente, è tra i 20 comuni ammessi a finanziamento, per un importo pari a 400.000 euro.

Non si tratta, infatti, di una discarica, idea erroneamente ingenerata nei cittadini a scopi puramente strumentali, ma di un sistema di potenziamento della raccolta differenziata.

Nell’ecocentro, infatti, potranno essere conferiti soltanto rifiuti differenziati (plastica, carta, vetro), olii esausti, batterie, materiali inerti, ingombranti e RAEE. La struttura, quindi, non provocherà alcuna emissione odorigena fastidiosa per gli abitanti. L’accesso al centro, inoltre, sarà videosorvegliato e controllato mediante tessera di riconoscimento, oltre ad essere presidiato da personale addetto durante gli orari di apertura.

Rispetto al centro comunale di Feroleto, si tratta di una struttura concepita in maniera molto più innovativa e funzionale, costituendo un valido strumento di supporto alla raccolta differenziata. Si tratterà, infatti, di un’isola ecologica “di prossimità” che, come tale, dovrà essere facilmente accessibile ai cittadini, fornendo un utile servizio idoneo anche a prevenire il fenomeno dell’abbandono indiscriminato di rifiuti. Dati statistici, inoltre, evidenziano un incremento delle percentuali di raccolta differenziata pari al 5-10%, nei comuni ove sono ubicati i centri di raccolta rifiuti.

Per questo, pur comprendendo le legittime preoccupazioni espresse dal Movimento Tutela Valbasento e da alcuni cittadini, in relazione alla realizzazione del nuovo ecocentro, ci teniamo a tranquillizzare la cittadinanza anche riguardo alla sua ubicazione, che è prevista in un luogo accessibile sia dai cittadini sia dai mezzi utilizzati per il conferimento rifiuti, scelto dopo aver attentamente vagliato altre località del territorio, escluse in virtù di vincoli urbanistici, di scarsezza delle superfici disponibili o delle condizioni di difficile raggiungibilità per l’utenza e che non avrebbero, per tali motivi, soddisfatto i requisiti di ammissibilità previsti dal bando.

Invitiamo, inoltre, gli esponenti politici del territorio, a non alimentare inutili allarmismi e sterili speculazioni su un progetto che nasce con l’intento di migliorare il servizio di raccolta rifiuti, intervenendo sulle criticità spesso lamentate dagli stessi cittadini che, più volte, hanno evidenziato la necessità di potenziare il sistema di raccolta differenziata con l’installazione di isole ecologiche controllate.

Da parte nostra è massima la disponibilità a fornire ulteriori chiarimenti, anche mediante atti tecnici già messi a disposizione dei consiglieri comunali e dei cittadini che li hanno richiesti”.

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