Edigrafema pubblica il volume “Feste Lucane. Genealogia di una Identità”

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S’intitola Feste Lucane. Genealogia di una Identità l’ultima opera dell’antropologo Angelo Lucano Larotonda che inaugura la collana InLocis della casa editrice Edigrafema.

Il saggio, suddiviso in due parti, passa in rassegna le 1308 feste religiose ancora in corso che nel tempo hanno forgiato l’identità del popolo lucano, in prevalenza desideroso più di un rapporto diretto con la divinità, attraverso il coinvolgimento dell’anima, rispetto all’osservanza di rigide dottrine ecclesiastiche. In questa prospettiva va colta la funzione dei numerosi piccoli santuari mariani in cui il contadino ha instaurato una relazione affettiva e di dipendenza con la Madonna al fine di invocare assistenza quotidiana per la sua famiglia e i suoi animali, di supplicare, con passione e dolore, guarigioni spesso impossibili. Vanno capiti anche gli specifici comportamenti tenuti nei confronti dei santi, visti come “fratelli potenti” ai quali strappare una grazia necessaria.

Per giungere a tali conclusioni l’autore, nella prima parte del volume, si è posto la domanda: esiste una qualche relazione tra la “religione vissuta” del lucano e il suo essere laborioso? Sottomesso? Rassegnato? Utilizzando una puntuale documentazione, egli focalizza i tre principali agenti culturali che, nel corso dei secoli, hanno determinato il modo di pensare e di fare proprio degli abitanti del territorio, e sono: i monaci italo-greci, i Francescani e i Padri Redentoristi di sant’Alfonso dei Liguori. La loro incidenza ha regolato le solenni malinconie del lucano, figlie della povertà e della soggezione. Ha fornito tecniche con cui intrecciare in uno stretto connubio corpo e anima, obbedienza e rassegnazione, sottomissione e laboriosità. E la festa, momento di catarsi collettiva, ci svela uno degli aspetti fondanti della genealogia dell’identità lucana.

La pubblicazione, sostenuta dal Consiglio regionale della Basilicata e dalla Banca di Credito Cooperativo di Laurenzana e Nova Siri, include un apparato iconografico, delle schede sui giuochi delle feste e alcune voci esplicative. Le appendici sono Immagini per la devozione. Iconografica mariana nel Cinquecento lucano di Sabino Iusco, Feste e culti religiosi nei documentari di Rocco Brancati e I suoni della festa di Nicola Pavese. Il tabulato Cronologia delle feste lucane è stato realizzato da Giuseppe Melillo.

“Ci sono tanti giovani che oggi, anche grazie alla capacità della rete di moltiplicare i contatti fra le persone, hanno riscoperto i riti e le tradizioni legati a grandi manifestazioni di religiosità popolare”, scrive nel saluto introduttivo il presidente del Consiglio regionale Piero Lacorazza. Poi aggiunge: “Larotonda ci invita ad accostarci con ‘rispettosa attenzione’ al patrimonio religioso lucano e ci offre gli strumenti per studiare le inevitabili modificazioni che la nostra cultura ha subito nel contesto socioeconomico. Un modo per coltivare la memoria e sollecitare il senso critico”.

A rimarcare l’importanza di sostenere iniziative che valorizzino la conoscenza ancorata ai luoghi, il presidente della Banca di Credito Cooperativo di Laureazana e Nova Siri, Teresa Fiordelisi: “La nostra idea di fare banca è soprattutto quella di promuovere il territorio e il patrimonio culturale delle nostre comunità. In tal modo la Banca si mette al servizio del territorio, compiendo uno dei tanti passi quotidiani per cercare di restituire un senso alla finanza e al denaro”.

In copertina il volume si pregia di un dipinto dell’artista Salvatore Sebaste dedicato alla Madonna della Bruna, omaggio che l’autore e l’editrice Antonella Santarcangelo hanno voluto rivolgere alla Capitale europea della Cultura 2019.

L’AUTORE

Angelo Lucano Larotonda, già docente di Antropologia Culturale all’Università degli Studi della Basilicata, ha insegnato anche a Messina (Antropologia Economica) e a Roma (Storia del Cinema). Ha lavorato per il cinema e la RAI come documentarista e sceneggiatore, realizzando, tra l’altro, Vira, miracoli e morte del cafone lucano (13 puntate). È stato membro di varie commissioni ministeriali presso l’allora Ministero dello Spettacolo. A Potenza ha fondato la società concertistica Ateneo Musica Basilicata e a Satriano di Lucania ha curato l’allestimento del Museo virtuale del Pietrafesa, pittore lucano del Seicento.

Il Presidente della Repubblica gli ha conferito la medaglia di benemerito della cultura e dell’arte (1995). Ha ricevuto il Premio Presidenza del Consiglio dei Ministri (1977) per il volume Cultura e religione nel cinema, ERI, Torino 1975. Ha pubblicato, tra l’altro: Riprendiamoci la storia – Dizionario dei Lucani, Mondadori Electa, Milano 2012; La via dei canti. Un itinerario di Federici II in Basilicata e Puglia, Sole 24 ore, Milano 2007; Matera – Segni e luoghi, Motta Editore, Milano 2002; Potenza, una Provincia di cento Comuni, Motta Editore, Milano 2002; L’innamoramento in Basilicata, Osanna, Venosa 1991; Verso il giorno (meditazioni), Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano 1981; Ebrei nel Melfese medievale, Università Stampa, Messina 1980; Ed è subito alba (meditazioni), Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano 1978 (quattro edizioni); Amore e morte presso i popoli primitivi, ERI, Torino 1977; Labirinti culturali, Ila-Palma, Palermo-Brasilia 1977.

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