Coronavirus: “In Basilicata nessun caso, davanti a tutto, la salute dei lucani”

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“Quella che stiamo vivendo oggi è una condizione inedita di assoluta emergenza che ha portato il governo italiano e tutte le regioni ad adottare azioni tutte esclusivamente finalizzate ad assicurare la difesa della salute pubblica. E, pur nella concitazione dovuta all’emergenza, oggi possiamo ribadire che, grazie a questa attività, nessun caso positivo di coronavirus è stato registrato in Basilicata”.

Lo ha detto il presidente della Regione, Vito Bardi, intervenendo in Consiglio regionale in merito alle azioni intraprese per ridurre il rischio di diffusione del virus.

In poco meno di mezz’ora, il presidente ha approfondito l’argomento spiegando nel dettaglio le motivazioni che hanno portato a firmare le ordinanze non rinunciando a descrivere il contesto in cui le azioni si sono determinate.

“Poco meno di un mese fa l’Oms – ha sottolineato Bardi – ha dichiarato l’epidemia di Covid 19 una emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale che partita principalmente dalla Cina si è estesa nei paesi di ben 4 continenti registrando un numero di casi, sebbene localizzati, anche nel nostro Paese. Alla luce di questa emergenza il 31 gennaio il governo ha dichiarato lo stato di emergenza sanitario e il 21 febbraio, il ministero della salute, per ridurre la diffusione, ha adottato misure profilattiche facendo obbligo alle autorità sanitarie territorialmente competenti di applicare la quarantena agli individui che abbiano avuto contatti stretti con persone contagiate. Il 23 febbraio il governo ha emanato il decreto relativo alle misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza Covid 19. Misure adeguate per i comuni o nelle aree con almeno una persona affetta da Coronavirus, tra cui oltre al regime di quarantena, il divieto di spostamento e di permanenza, la sospensione dei viaggi organizzati, delle scuole, condivise con i presidenti delle regioni interessate. Immediatamente dopo il governo è intervenuto in attuazione del decreto con specifiche misure di contenimento per le cosiddette zone rosse, nelle regioni Lombardia e Veneto prevedendo tra l’altro la sospensione dei servizi educativi e scolastici di ogni ordine e grado. Il decreto dettava anche misure di contenimento sull’intero territorio nazionale prevedendo che tutti gli individui  che avessero transitato nei comuni interessati fossero obbligati a comunicare tale circostanza  alle autorità sanitarie competenti sul territorio per adottare le opportune misure ivi compresa la permanenza domiciliare.

Di fronte a tutto questo il governo regionale ha sentito la responsabilità di adottare misure urgenti tese a contenere la potenziale diffusione da covid 19, misure proporzionate e adeguate allo stato di necessità.

Segnalo, in aggiunta, che i Presidenti delle Regioni Liguria, Trentino, Lombardia, Veneto, Friuli, Piemonte, hanno adottato nei giorni antecedenti domenica, la chiusura delle scuole, delle università e dei luoghi di aggregazione senza avvertire l’unico organismo preposto, che è quello della Conferenza Stato-  Regioni. Questo ha provocato, come ricordato dal Presidente della Regione Puglia, Emiliano, un imponente ritorno a casa di quanti studiavano al Nord, lasciando i Governatori del Sud senza alcun tipo di informazione e coordinamento e costretti a dover gestire in pochissimo tempo una situazione di emergenza. Io stesso sono stato sollecitato più volte dalle aziende di trasporto e da tantissime persone a dare indicazioni su cosa dovessero fare una volta arrivati in Lucania.

È stata una situazione di emergenza. Parliamo delle ore 23 del 23 febbraio. Lo stesso consigliere regionale Polese mi ha chiamato sottoponendomi il problema di alcuni lucani tornati nei loro comuni dalle zone rosse. Quindi si comprenderà come non abbia avuto il tempo neanche di avvisare i capigruppo come avrei voluto. Pertanto, qualche minuto prima della mezzanotte in via precauzionale ho deciso di emanare prima un comunicato stampa e successivamente un’ordinanza con la quale, per tutelare la pubblica incolumità, si chiedeva agli studenti che provenivano dalle regioni del Nord, e in particolar modo dalle zone vicine ai focolai, di registrarsi in maniera autonoma e volontaria presso i medici di famiglia o i sindaci. Questa è un’esigenza che è scaturita dalla necessità di fare in modo che questa massa di persone che arrivavano nel nostro territorio potessero avere almeno indicazioni per evitare i presumibili danni che avrebbero potuto provocare. Ricordo che nelle stesse ore il Governatore Zaia  interrompeva il Carnevale di Venezia, a Milano il Sindaco chiudeva tutte le scuole, così faceva il Governatore della Liguria, lo stesso quello della Valle d’Aosta ed è notizia di ieri che il Governatore delle Marche ha chiuso tutte le scuole. E’ evidente che abbiamo poi dovuto rimodulare l’ordinanza per uniformare la nostra azione a quella delle altre regioni che non sono state toccate dal virus. È stata emanata in queste ore un’ordinanza, di concerto con gli uffici e con la Protezione Civile Nazionale, frutto di una consultazione all’interno della conferenza Stato – Regioni con la quale chiariamo cosa dovranno fare i cittadini. Ma abbiamo fatto di più: Dalle ore 12 di domani entrerà in funzione un nostro numero verde che è l’800 90 66 88 dove tutti i cittadini troveranno le risposte che cercano.

Così come pure abbiamo deciso di costruire un’unità di crisi che mette insieme la Protezione Civile, l’Assessorato alla Sanità e le due aziende sanitarie per fornire un’immediata risposta di prevenzione qualora occorra. Abbiamo già partecipato a due incontri, sia a Potenza che a Matera, del Comitato di ordine pubblico e sicurezza della regione, così come per legge ho assunto il coordinamento dei protocolli che sono stati discussi con la Protezione Civile nazionale e il Consiglio Superiore della Sanità e monitoriamo la situazione con estrema attenzione. Il tentativo che ho posto in essere all’indomani della chiusura immediata e repentina delle scuole del Nord è stato quello di rassicurare la comunità lucana che quanti arrivavano da quelle regioni o zone vicine ai focolai erano in qualche modo controllati. Nel tentativo di rassicurare le famiglie e l’intera comunità lucana, ho preferito chiedere un surplus di pazienza a tutti, chiedendo nell’immediatezza la cortesia di segnalare la presenza di quanti provenivano dalle zone a rischio, ed è stata proprio la decisione che rivendico che ha provocato la successiva convocazione della Conferenza Stato – Regioni per trovare soluzioni comuni a un problema comune, ed è grazie a questo tipo di interlocuzione che insieme abbiamo predisposto l’ordinanza odierna. Quindi la Basilicata si è fatta motore di una politica di concertazione fra Stato e Regioni in una materia di competenza regionale che è quella della salute. In relazione ai protocolli che abbiamo messo in atto già da tre settimane, prima della mia ordinanza, posso dirvi che le strutture sanitarie lucane sono state allertate immediatamente, ed immediatamente hanno predisposto protocolli per eventuali casi che, ripeto fino alla noia, non ci sono.

Ovviamente si è trattato e si tratta di un’emergenza, di una situazione che evolve di ora in ora e questa stessa relazione potrebbe essere superata alla fine del nostro dibattito.

Oggi più che mai non servono battute sarcastiche o ironiche, ma serve serietà e responsabilità. Ovviamente, stiamo fornendo in queste ore tutto quanto occorre, dai kit ai tamponi per garantire agli operatori tutte le misure di prevenzione occorrenti. In queste ore perché, come ha ricordato Bonaccini, Presidente dell’Emilia-Romagna, il Governo non aveva centralizzato gli acquisti e le aziende italiane che pure producono questi prodotti avevano dato una corsia preferenziale ai mercati esteri. C’è voluto l’intervento delle regioni perché fosse data priorità al mercato nazionale, e quindi in queste ore stiamo ricevendo dalle strutture preposte i kit che stiamo trasferendo alle strutture interessate.

Consentitemi di ringraziare tutto il personale medico e tutti gli uomini della protezione civile per il grande lavoro che stanno svolgendo da quando è sorta questa emergenza nel Paese. Siamo una grande Nazione, che ha a cuore la salute dei propri cittadini e che a differenza di altre nazioni europee ha allertato fino allo spasmo le proprie strutture sanitarie, dove eccellenti medici hanno immediatamente isolato il virus e stanno combattendo in queste ore la malattia. In altre Nazioni europee si è preferito tacere, in Italia invece abbiamo dato ampio spazio ad una profilassi che dovrebbe essere a tutela di tutti quanti noi, questo nel silenzio della Commissione europea che non ha emanato a tutt’oggi un protocollo unico di intervento per tutti gli Stati membri. Ora però non è il momento della polemica, abbiamo il dovere di tranquillizzare i nostri cittadini sul fatto che la Basilicata è pronta a gestire l’emergenza”.

Alla fine del suo intervento il presidente Bardi si è detto pronto a chiedere al Governo di rimandare il referendum per evitare che, di fronte alla concomitanza di questa emergenza, i cittadini possano rinunciare a recarsi alle urne privando in questo modo la regione di una adeguata rappresentanza politica.

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