Coldiretti Basilicata rientra nel Tavolo Verde

Scritto da Emmenews on . Postato in Cronaca

coldiretti tavolo verde

Dopo oltre 6 mesi Coldiretti Basilicata torna a far parte del Tavolo Verde e presenta  all’assessore regionale alle Politiche Agricole, Francesco Fanelli, un manifesto programmatico su i temi agricoli lucani.

“Come abbiamo ribadito al governatore Bardi  – hanno spiegato il presidente di Coldiretti Basilicata, Antonio Pessolani, e il direttore, Aldo Mattia – uno dei settori in cui in le Istituzioni regionali possono e devono fare di più è certamente quello dell’agricoltura che, per una regione come la Basilicata, ha un valore estremamente importante, potenzialmente destinato a crescere e a radicarsi ulteriormente in uno scenario complessivo che vede il “cibo” come bene fondamentale e primario ma anche come attrattore”.

Pessolani e Mattia hanno messo a disposizione dell’assessore la piattaforma messa in piedi da Coldiretti, che svolgerà il proprio ruolo di stimolo, critico e fattivo .

“Per poter dare nuovo slancio alle imprese agricole lucane è tuttavia opportuno che l’amministrazione regionale si doti, da una parte, di nuovi strumenti legislativi e – hanno continuato Pessolani e  Mattia –  dall’altra, di una organizzazione efficiente, efficace ed integrata tra i diversi settori economici e che tenga nella giusta considerazione le specificità e le problematicità dei singoli territori”.

A Fanelli il presidente e il direttore della confederazione agricola lucana hanno ribadito  che per un vero cambio di passo è quanto masi necessario   “provvedere alla riorganizzazione della macchina amministrativa regionale; ridurre i formalismi della burocrazia; sviluppare la multifunzionalità e l’economia agricola anche attraverso il vettore dell’agricoltura sociale; investire sulla ‘distintività integrale’ delle produzioni agricole lucane, rafforzando al contempo il legame tra turismo ed enogastronomia; sostenere la presenza e l’offerta del cibo del territorio, incentivando la presenza dei mercati contadini e vincolando la ristorazione pubblica a corsie preferenziali per le produzioni locali; salvaguardare l’ambiente e lo spazio rurale e migliorare la viabilità rurale, le opere di provvista e distribuzione delle acque ad uso irriguo, le modalità di gestione dei beni civici, demaniali e del patrimonio boschivo”. ​

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