Cala il sipario sull’edizione 2018 di Materadio

Scritto da Emmenews on . Postato in Cultura

moni ovadia

Dopo oltre 20 ore di diretta radiofonica si è conclusa la parte on di Materadio, La Festa di Rai Radio3 coprodotta dalla Fondazione Matera-Basilicata 2019.

Per tre giorni più di 20 mila persone hanno avuto la possibilità di seguire dal vivo i programmi radiofonici, i concerti e gli spettacoli teatrali a cui si aggiungono le centinaia di migliaia di persone che hanno seguito la manifestazione attraverso il canale radiofonico, la diretta streaming video e le pagine social. “Una manifestazione cresciuta tantissimo sia come pubblico che come qualità delle proposte”, ha detto il direttore generale della Fondazione, Paolo Verri, nel corso della tradizionale conferenza stampa di chiusura di Materadio. “Numeri di segno positivo – ha aggiunto il direttore di Rai Radio3, Marino Sinibaldi – che ci danno la cifra della totale condivisione intorno a questo progetto culturale sia da parte della comunità materana sia da parte del pubblico che ci segue da ogni parte d’Italia”.

“Sono passati poco meno di dieci anni dalla prima edizione -ha detto il presidente della Fondazione Matera-Basilicata2019, Salvatore Adduce – e la crescita di Materadio si tocca con mano. Materadio è il più tangibile esempio di buone prassi nel campo delle politiche pubbliche”.

Alla conferenza stampa ha partecipato anche Claudio Cappon, presidente di Copeam, la conferenza permanente dell’Audiovisivo del Mediterraneo, a Materadio con il dj set di Marzia Puleo.

Qualche numero di questa edizione straordinaria: circa 200 artisti, più di 20 ore di diretta radiofonica, una ventina di giornalisti accreditati, quattro radio locali coinvolte, 30 eventi in diretta radiofonica rai, una trentina di eventi di eventi off, una decina di progetti originali in esclusiva. E ancora, per la parte tecnica: tre palchi, uno spazio “Village”, quaranta giorni di montaggio, 50 tecnici in backstage, 45 contratti artistici.

Una edizione davvero speciale che, nella seconda giornata, ha raccolto un grande successo di pubblico anche in Piazza San Francesco con l’appuntamento Hollywood Party condotto da Steve della Casa e Dario Zonta che hanno conversato con l’attore-regista Valerio Mastrandrea e il regista iraniano Mohsen Makhmalbaf. Un dialogo a tutto campo sul senso del cinema in un mondo Globale che ha bisogno di più Locale e viceversa. “La Basilicata la conoscevo già per via del nonno lucano – ha esordito Valerio Mastrandrea – ma ultimamente l’ho vissuta a lungo per via di un nuovo film, una rivisitazione della storia dei Tre moschettieri”. Tutto il mondo e la regia di Mohsen Makhmalbaf ruota sul tema Globale e Locale : “Sono impegnato anche qui nella bellissima Basilicata con il Lucania Film Festival nell’ambito di uno dei progetti coprodotti dalla Fondazione Matera2019 e sto girando un po’ ovunque tra Matera, Pisticci e tanti altri luoghi bellissimi”.

Originale e suggestiva la performance andata in scena con Anna Foglietta. La bravissima attrice si è confrontata con una drammaturgia che prende spunto dall’opera di Boccaccio, per raccontare la storia dei nostri tempi: dove una madre per salvare i suoi figli dalla guerra che imperversa nel suo paese decide di affrontare uno di quei viaggi della speranza divenuti tristemente noti.

Ha avuto inizio con la musica di qualità la terza e ultima giornata di Materadio con il programma “Lezioni di musica” condotto da Giovanni Bietti. Ospite di questa straordinaria lezione sugli strumenti ad arco dal titolo “Per violino solo” il musicista Francesco D’Orazio. Alla fine dell’esibizione il pubblico non ha lesinato applausi per D’Orazio che ha raccontato la sua esperienza diretta con Luciano Berio durante l’esibizione al Festival di Salisburgo, diversi anni fa. Per il Teatro di Radio 3 l’attore, regista e scrittore Davide Enia, da piazza San Francesco, ha proposto un’anteprima dello spettacolo “Scene dalla frontiera -L’abisso” tratto dal suo libro “Appunti per un naufragio” (Sellerio, 2017). Accompagnato dalla chitarra elettrica di Giulio Barocchieri, Davide Enia ha emozionato la piazza con un lungo e drammatico racconto sugli sbarchi di Lampedusa.

Tanto pubblico anche nel Materadio Village dove era istallata la Chit Chat, una sorta di videotelefono a muro. Durante la festa di Radio 3 la Chit Chat ha registrato centinaia di video della durata di 30 secondi, lasciati spontaneamente dal pubblico alla domanda: come comunicheremo tra 500 anni? “Il risultato di questa installazione – afferma Luca Acito, inventore dell’inconsueta postazione multimediale- sarà un montaggio delle varie risposte che entrerà a far parte di una delle 10 puntate di una serie web che sto girando usando il chit chat: la serie si chiamerà ‘il futuro visto dalla terra’. I videomessaggi potranno essere utilizzati per la comunicazione creativa e virale sui social network, a ricordo dell’evento Materadio 2018″.

Poi spazio assoluto alla costruzione dei ponti che creano connessioni tra Locale e Globale. Presso l’Auditorium R. Gervasio suggestivo concerto, condotto da Nicola Pedone, dell’ Alessandro Carbonare Clarinet Trio, composto dall’ideatore del progetto Alessandro Carbonare (primo clarinetto dell’orchestra nazionale dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e storico collaboratore di Claudio Abbado), Perla Cormani e Luca Cipriano. E a unire, “Senza confini: ebrei e zingari”, lo spettacolo conclusivo di e con Moni Ovadia insieme a Paolo Rocca (clarinetto), Albert Florian Mihai (fisarmonica), Petrica Namol (contrabbasso) e Florian Preda (cimbalon). Questo omaggio a Plovdiv – luogo di nascita di Moni Ovadia e città che nel 2019 insieme a Matera sarà capitale europea della cultura – attraverso un recital che ha inteso scardinare i conformismi e dare voce al popolo degli uomini, ha raccontato il destino di “diversi” che per secoli ha accomunato i due popoli “fratelli” Rom ed Ebrei.

Nel corso della giornata, nell’ambito del programma off di Materadio, anche la performance artistica di Fabiano Lioi “Colorare per nascondere, svelare per comunicare”, svoltasi in piazza Vittorio Veneto e che ha visto migliaia di persone giù per terra a colorare su una base disegnata dall’artista in precedenza. Su un foglio di carta Lioi aveva disegnato a pastello una barca con delle margherite attratte dal sole, il simbolo dell’euro. Come i fiori, i migranti sognano la luce, l’Europa, la pace. Bambini, donne, uomini di ogni categoria e provenienza hanno riempito e completato l’opera di Lioi, dipingendo la propria idea personale e costruendo una mappa politica emotiva collettiva. Un esperimento riuscito. Dai giapponesi ai materani, dai francesi agli spagnoli, tutti si sono divertiti a contribuire al disegno. Armonia collettiva da visioni personali, questo l’obiettivo del gioco. Un serissimo gioco coinvolgente e liberatorio promosso dalla Fondazione Matera-Basilicata2019 in collaborazione con Arteprima.

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