“Basilicata Mezzogiorno Italia: un seme per rinascere”

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lacicerchia

“Circa 20 anni fa, nel fare una indagine su ricerca e innovazione nel sistema agroalimentare regionale, nell’ambito di un progetto dell’Agenzia per la ricerca europea Apre-Enea , ho intervistato i manager degli stabilimenti e fatto un check up aziendale in alcune grandi industrie venute in Basilicata dopo il terremoto. Nell’esaminare i benefici in termini di indotto emersero alcune opportunità purtroppo non decollate tant’è che queste aziende approvvigionavano fuori regione servizi, semilavorati o componenti del loro ciclo produttivo. Ad una mia esplicita domanda sul rapporto su questo tema con la classe politica e le associazioni imprenditoriali regionali mi fu detto che non c’era un rapporto che portava a riflettere e agire in tal senso e che le uniche richieste erano da parte di politici di assunzioni di persone e degli imprenditori di coinvolgere imprese edili nei lavori di costruzione e/ di ammodernamento degli opifici”.

Con queste parole inizia la nota politica a firma del sindaco di Craco, Pino Lacicerchia.

“Ecco  – prosegue il primo cittadino – questo penso sia esemplare di quello che ancora oggi avviene ad esempio nella filiera petrolio energia ambiente rifiuti ad esempio o in modo più ampio nella organizzazione della spesa pubblica regionale, nei diversi settori della vita pubblica regionale in modo pervasivo ossessivo e direi, come dimostrano le ultime vicende sulla sanità lucana, con la deriva della manipolazione di procedimenti amministrativi. Il problema é lucano ma anche meridionale e italiano. Un sistema sociale politico culturale ed economico fondato sulla relazione amicale familiare dove la famiglia come minimo ne esce a pezzi e ritorna il saggio di Herbert Marcuse sulla morte della famiglia e sul desiderio iconoclasta che questa famiglia sia definitivamente distrutta per liberarci da tutti i mali.
Filiere politiche affaristiche economiche produttive che attraverso la trasfigurazione continuano ad esercitare lo stesso potere con volti che nel tempo cambiano ma restano dentro e alimentano il sistema.
Una analisi del caso Mezzogiorno come caso di sottosviluppo e delle classi dirigenti meridionali come principale responsabile di questa condizione l’ho fatta con la mia tesi di laurea a Scienze Politiche a Torino 36 anni e oggi dopo tante esperienze politiche professionali devo dire che il Mezzogiorno ha conquistato l’Italia se è vero che anche la Lombardia si regge su tali modelli aggravati dalla forte presenza e condizionamento criminale della N’drangheta calabrese.
Una Italia dove è possibile per il ministro degli Interni ironizzare sulle magliette rosse dei bambini degli immigrati, dove un membro del governo può dire che non legge libri e si occuperà di cultura, dove si può restare illesi nel giudizio pubblico se nel giro di poche settimane si afferma tutto e il contrario di tutto sbugiardati da video e interviste come quelle di Di Battista e Di Maio sulla Lega e Salvini che dicono ora che la Lega, a cui la Cassazione consente di poter sequestrare i soldi su qualsiasi conto corrente riconducibile alla Lega, “non è quella di Salvini ma quella di Bossi”.
Nei paesi europei più civili di noi abbiamo visto dimettersi per sciocchezze e banalità, diremmo noi in Italia , che mettevano in discussione l’etica e la morale pubblica per cui non si dicono bugie .
Il Sud ha conquistato il Nord come modello sociale e culturale e falsificare i documenti amministrativi di procedimenti come è avvenuto in Basilicata e come avviene in molte parti di Italia presenta una gamma vastissima di falsi che vanno dalle false autocertificazioni alla corruzione in procedimenti giudiziari , all’arresto di politici imprenditori , funzionari , giudici, poliziotti finanzieri carabinieri e chi più ne ha più ne metta.
Un sistema capitalistico con una classe dirigente corrotta malata decadente e anche putrescente per tanti aspetti in cui anche il nuovo personale politico che porta con se la gente che viene da grande fratello che occupa funzioni di primissimo piano nel governo o i giornalisti anti casta che hanno martellato il cervello degli italiani per anni presentandogli il mondo in modo da scatenare le pulsioni più bieche e ciniche antisociali disumane ed egoistiche. Dovremo stare attenti ormai: corriamo il rischio di essere additati come persone che leggono e studiano e quindi pericolosi perché cerchiamo di spiegare e spiegarci le cose e imparare anche a fare bene il nostro dovere , anche di amministratori pubblici in un contesto legislativo spesso perverso di manzoniano memoria dove azzeccagarbugli, bravi e lestofanti insieme ai tanti don Abbondio la fanno spesso da padroni e selezionano le tante classi dirigenti che decidono i nostri destini e il destino dell’Italia.
In questo sprofondamento i primi ad essere stati travolti sono state le attuali classi dirigenti della sinistra lucana italiana ed europea incapace di dare una risposta strategica di lunga durata , di sinistra , alle crisi mondiali che la globalizzazione ha portato con se a partire dagli anni ‘70 , dalla prima crisi energetica mondiale del ‘73.
Bene io dico che serve un nuovo ‘68 serve una nuova radicalità un nuovo pensiero progressivo un nuovo umanesimo una nuova sinistra e che questi nuovi semi dobbiamo piantarli qui ed ora, proprio partendo dal Sud, da questa Basilicata umiliata davanti al mondo nel momento in cui ci si apprestava al riscatto come doveva essere Matera 2019 o come sta facendo la mia piccola Craco. Facciamo emergere il meglio che c’è in noi nella nostra società, nella nostra economia e nella nostra politica e nella nostra pubblica amministrazione , in quella Italia che ogni giorno produce innova governa risolve problemi cura fa giustizia e realizza opere , in quella Italia che da’ prestigio a tutti noi nel mondo in ogni disciplina e che oggi si vede compressa da una deriva da basso impero .
Facciamo emergere l’Italia e la Basilicata delle competenze e della cultura , del saper fare che nonostante tutto fa dell’Italia una avanguardia del mondo contemporaneo in una Europa che deve essere più forte e più Europa rilanciando anche il progetto federalista europeo che solo può farci uscire dalle secche.
Cominciamo dalla Basilicata che , anche per ragioni contingenti sarà il primo test elettorale prima delle Europee del 2019.
Rilanciamo un progetto radicale e innovativo del centro sinistra . Partendo da Matera che dovrà esprimere il prossimo candidato o candidata presidente della regione visto che dal 2005 non svolgiamo questa rappresentanza e il progetto di una Basilicata unita ne ha bisogno con urgenza.
Non possiamo buttare i migliori anni della nostra vita fatta di impegno lotte sacrifici sostenendo ancora queste classi dirigenti , facciano un passo indietro , di lato , ma non fermino questo processo , anzi mi appello a loro perché in questa crisi profonda che le ha investite sostengano umilmente questo bisogno di cambiamento . Noi non ci fermeremo ne va della nostra vita e di auella delle future generazioni.
Il governo regionale vada comunque avanti ed approvi rapidamente le tante attività istruite e già definite e finanziate come la Stategia per le aree interne e tutte le altre misure finanziate con i fondi europei e nazionali. Lo faccia nel pieno dei suoi poteri e subito. Chiedere le dimissioni è da irresponsabili dimostra che si gioca con la propaganda senza avere cognizione dei danni enormi che l’assenza di un governo regionale determinerebbe per le comunità e i cittadini lucani. Si voti a Novembre senza proroghe inutili e dannose”.

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