“Aprire il confronto per riportare dignità alle nostre aree rurali e ai loro lavoratori”

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Dopo una lunga riunione di lavoro del Forum delle Terre di Dignità per  confrontare le proposte e decidere le forme organizzate con l’obiettivo  di superare tutti i ghetti e garantire una vita degna ai lavoratori impegnati nella campagne di raccolta (extracomunitari e italiani), per le comunità e per le imprese agricole del territorio, una delegazione del forum si è recata attorno alle 15 di martedì verso il Palazzo della Giunta di Basilicata a Potenza come previsto dal programma.
La delegazione era formata dai rappresentanti di diverse associazioni sia di carattere regionale che nazionale impegnate sul piano sindacale, sociale e culturale nella difesa dei diritti e da una nutrita rappresentanza di componenti il Comitato Braccianti della Felandina (il comitato braccianti si è costituito fra i braccianti insediati nel ghetto della Felandina prima dello sgombero).
Alcuni componenti della delegazione hanno incontrato i Presidenti dei gruppi consigliari e il Presidente del Consiglio regionale Carmine Cicala. L’incontro è avvenuto presso la sala stampa a piano terra del Palazzo della Giunta prima dell’inizio dei lavori del Consiglio Regionale ed ha visto la partecipazione, oltre che del Presidente del Consiglio stesso dei diversi Presidenti di quasi tutti i gruppi regionali di maggioranza e di opposizione.
Per il Forum Terre di Dignità hanno partecipato Yvan Sagnet (Associazione NoCap), Gervasio Ungolo (Osservatorio Migranti di Basilicata), Gianni Fabbris (LiberiAgricoltori) e Mohamed Souleiman (Comitato Braccianti della Felandina). Nel breve incontro,  Gianni Fabbris  ha presentato sinteticamente i documenti e le proposte del Forum ai Consiglieri per “recuperare ruolo e funzioni per le istituzioni dopo il fallimento di uno sgombero della Felandina senza soluzioni che lascia e aggrava i problemi al territorio, alle imprese e soprattutto ai braccianti dispersi nei campi”.

Mohamed Souleiman (Mody) ha spiegato a raccontato la condizione in cui vivono i braccianti ed ha chiesto “dignità” e diritti per chi lavora appellandosi ai consiglieri perché si facciano “parte dirigente nel risolvere un problema che riguarda tutti i lavoratori che sono qui con l’obiettivo di integrarsi e di lavorare onestamente e non possono continuare a vivere in condizioni disumane”.
Il Presidente del Consiglio Regionale della Basilicata, Carmine Cicala, accolti i documenti presentati e facendosi interprete dell’orientamento espresso da tutti i consiglieri intervenuti ha ringraziato il Forum della presenza ed ha assunto l’impegno di convocare nei prossimi giorni e comunque nel più breve tempo possibile un incontro di confronto e approfondimento per valutare e confrontare proposte e soluzioni con Capigruppo e con lo stesso Presidente della Giunta Regionale Vito Bardi
che, ha ricordato, “sta già affrontando la situazione come dimostra anche la sua presenza oggi a Palazzo San Gervasio per prendere atto dello stato delle iniziative”.
In un clima positivo di ascolto, dunque, comunemente, sia i componenti del Forum che il Presidente del Consiglio e i consiglieri hanno convenuto di tenere nei tempi più rapidi possibili l’incontro di confronto per recuperare il massimo della condivisione delle proposte per il superamento dei ghetti e per una integrazione dei braccianti nelle comunità mettendo in campo ogni sforzo.
Gianni Fabbris, al termine dell’incontro, commentandolo positivamente, ha sottolineato a nome del Forum: “E’ arrivato il tempo per la Regione di dotarsi di un progetto complessivo e di un piano organico e pianificato che superi l’approccio da Task Force e da Tavoli per l’Ordine e la Sicurezza. Qui non c’è un problema di ordine pubblico ma c’è una grande questione sociale da risolvere nell’interesse dei lavoratori, degli agricoltori e delle comunità. Rinnoviamo, per questo, la richiesta al Presidente della Regione ed al Consiglio stesso di aprire un confronto approfondito su come attivare gli strumenti già disponibili e su come usarli bene e per risolvere i problemi. Perchè il punto non è solo spendere i soldi ma, anche, fare in modo che servano a garantire la soluzione dei problemi e di riportare dignità nelle nostre
aree rurali”.

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