Ambiente: I dati di Goletta Verde

Cinque i punti campionati in Basilicata dai volontari e dalle volontarie di Legambiente lo scorso 12 luglio. I rilievi sono stati effettuati sia sulla costa ionica – 3 punti di campionamento – sia su quella tirrenica – 2 punti. Dei 5 punti, 3 hanno riguardato foci di fiumi.

Dei 5 punti campionati 2 sono risultati fortemente inquinati: sono la foce del canale Toccacielo a Nova Siri, in provincia di Matera, e la foce del Fiumicello a Maratea in provincia di Potenza.

I dati emersi dai risultati di Goletta Verde e, in generale, lo stato attuale delle coste lucane, sono stati gli argomenti centrali di una conferenza stampa tenutasi questa mattina a Maratea presso il porto turistico. Al tavolo, presenti Antonio Lanorte e Valeria Tempone, presidente e direttrice di Legambiente Basilicata, Stefano Raimondi, portavoce di Goletta Verde, Giuseppe Ricciardi presidente di Legambiente Maratea Sky&Sea e Antonio Tisci, direttore ARPAB.

Anche quest’anno Goletta Verde si avvale del sostegno dei suoi partner principali: CONOU, Consorzio Nazionale per la Gestione, Raccolta e Trattamento degli Oli Minerali Usati, e Novamont, azienda leader a livello internazionale nel settore delle bioplastiche e dei biochemicals. Media partner è La Nuova Ecologia.

GLI OBIETTIVI DEL MONITORAGGIO DI GOLETTA VERDE

I monitoraggi lungo le coste che Goletta Verde effettua da anni non vogliono sostituire i dati ufficiali, ma vanno ad integrare il lavoro svolto dalle autorità competenti. I dati di Arpa sono gli unici che determinano la balneabilità di un tratto di costa a seguito di ripetute analisi nel periodo estivo, le analisi di Goletta Verde hanno invece un altro obiettivo: andare ad individuare le criticità dovute ad una cattiva depurazione dei reflui in specifici punti, come foci, canali e corsi d’acqua, il principale veicolo con cui l’inquinamento generato da insufficiente depurazione, arriva in mare.

Le analisi, eseguite da laboratori individuati sul territorio lucano, mostrano che permangono negli anni dei punti critici, soprattutto nelle foci dei fiumi, che fanno intendere che c’è ancora da fare per      migliorare la depurazione. La presenza di batteri di origine fecale (enterococchi intestinali ed escherichia coli) è un marker specifico di inquinamento dovuto da scarsa o assente depurazione.

I PUNTI RISULTATI OLTRE I LIMITI DI LEGGE

In Basilicata quella della foce del canale Toccacielo nel comune di Nova Siri (Matera) è ormai una triste costante nei risultati dei monitoraggi di Goletta Verde, anche quest’anno risultata fortemente inquinata. L’altro punto fortemente inquinato è la foce del Fiumicello a Maratea (Potenza). Una novità per i rilievi della Goletta Verde: le analisi sui campioni di acqua sono state effettuate e poi ripetute due volte confermando il primo esito negativo. Informate le autorità locali, che si sono immediatamente attivate per approfondire la questione e scovare eventuali scarichi abusivi di acque reflue. I tecnici dell’amministrazione comunale di Maratea, insieme al comando di polizia municipale e alla guardia costiera hanno effettuato ulteriori sopralluoghi e prelievi di acqua di cui si è in attesa dell’esito. 

Invece bene gli altri tre punti analizzati sulla costa ionica prelevati presso la spiaggia a sud di Largo Italia Lungomare in località Bosco Pantano nel comune di Policoro (Matera)la foce del Cavone a Scanzano Jonico (Matera), e presso la spiaggia di Porticello, sul versante tirrenico, a Maratea (Potenza).

“Il passaggio di Goletta Verde in Basilicata, con le analisi di monitoraggio effettuate in cinque punti strategici delle coste lucane, ci restituisce un quadro critico riguardo l’inquinamento della foce del Toccacielo che risulta oltre i limiti di legge da diversi anni. Segnale di un problema cronico lungo la costa ionica su cui invitiamo le autorità competenti a verificare la presenza di scarichi abusivi o non depurati lungo tutta l’asta fluviale – dichiara Antonio Lanortepresidente di Legambiente Basilicata – La foce del Fiumicello a Maratea, invece, è una sorpresa in negativo in quanto mai negli anni passati il passaggio di Goletta aveva rilevato anomalie. A differenza di quest’anno dove il punto in questione è stato prelevato e analizzato ben tre volte risultando sempre fortemente inquinato al giudizio di Goletta Verde. Attendiamo l’esito delle indagini avviate dalle autorità e dalle istituzioni locali per chiarire la genesi dell’inquinamento che abbiamo rilevato”.

INFORMAZIONE AI CITTADINI E CITTADINE SULLA QUALITÀ DELLE ACQUE

Da segnalare che in nessuno dei punti risultati oltre i limiti di legge era presente il divieto di balneazione ed è stata notata la presenza dei bagnanti, al momento dei prelievi, come luogo di attraversamento o di sosta, ignari del potenziale pericolo.

In quattro punti su cinque nessuna presenza dei cartelli relativi alla qualità delle acque, obbligatori da diversi anni ormai, ma installati regolarmente solo nei pressi della spiaggia di Policoro.

“CHIEDIAMO L’ISTITUZIONE DELL’AREA MARINA PROTETTA COSTA DI MARATEA”

“Siamo arrivati alla 35esima edizione della Goletta Verde, una campagna storica di Legambiente che vuole porre l’accento sul problema della depurazione dei reflui e sugli scarichi abusivi in mare – dichiara Stefano Raimondi, portavoce di Goletta Verde. Una grande operazione di citizen science a cui partecipano decine di volontari e volontarie, coordinati dall’Ufficio Scientifico di Legambiente, per scattare ogni anno la fotografia dello stato delle acque delle coste italiane. Non ci vogliamo sostituire alle attività delle autorità competenti, ma semplicemente intendiamo sensibilizzare le amministrazioni locali e le autorità competenti a monitorare attentamente il corretto funzionamento degli impianti di depurazione e a rilevare eventuali criticità. Purtroppo in Italia si registra un ritardo cronico sull’efficienza della depurazione che ci è già costato due condanne da parte dell’Unione europea, per le quali stiamo già pagando pesanti multe. Si tratta di una tematica di rilevanza nazionale che riteniamo essere di particolare importanza anche nel tratto di costa lucano, che rappresenta un’eccellenza nel panorama costiero italiano. Un patrimonio da valorizzare ancor di più con l’Area Marina Protetta “Costa di Maratea” che chiediamo di istituire e contestualmente di definire la sua zonizzazione”.

Anche quest’anno il Consorzio nazionale per la gestione, raccolta e trattamento degli oli minerali usati è main partner della campagna estiva di Legambiente. Attivo dal 1984 anni, il CONOU garantisce la raccolta e l’avvio a riciclo degli oli lubrificanti usati su tutto il territorio nazionale: lo scorso anno in Basilicata il Consorzio ha recuperato 1.053 tonnellate di questo rifiuto pericoloso per la salute e per l’ambiente, 682 t nella provincia di Potenza e 371 t in provincia di Matera. L’olio usato – che si recupera alla fine del ciclo di vita dei lubrificanti nei macchinari industriali, ma anche nelle automobili, nelle barche e nei mezzi agricoli – è un rifiuto che deve essere smaltito correttamente: 4 chili di olio usato, il cambio di un’auto, se versati in acqua inquinano una superficie grande come sei piscine olimpiche. Ma l’olio usato è anche un’importante risorsa perché grazie alla filiera del Consorzio, può essere rigenerato tornando a nuova vita in un’ottica di economia circolare: il 98,8% dell’olio raccolto viene classificato come idoneo alla rigenerazione per la produzione di nuove basi lubrificanti. Un dato che fa dell’Italia il Paese leader in Europa. “La difesa dell’ambiente e in particolare del mare e dei laghi rappresenta uno dei capisaldi della nostra azione”, spiega il Presidente del CONOU, Riccardo Piunti. “Il Consorzio, paradigma di circolarità, dovrà continuare a fornire il massimo contributo possibile verso gli obiettivi di economia circolare, che resta il pilastro fondamentale della battaglia per ridurre lo sfruttamento delle risorse naturali del Pianeta e quindi contrastare il cambiamento climatico”.

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