Policoro: Incontro su dismissioni Alsia

Scritto da Emmenews on . Postato in Cronaca

La Regione Basilicata, con apposita legge, ha deliberato la cessione dei beni risalenti alla Riforma Fondiaria del 1950 donando in qualche caso i suoi ex beni, vedi la chiesa Maria Santissima del Ponte di piazza Eraclea, alla diocesi Tursi Lagonegro, e in altri casi consentendo il riscatto di locali commerciali, case e terreni agli assegnatari o loro eredi vantando il diritto di prelazione sui suddetti beni. In caso di mancato riscatto si procederà alla messa all’asta dello stesso bene al miglior offerente. 
Ebbene in quest’ottica di dismissione dei beni gestiti dall’Alsia (Azienda lucana per lo sviluppo e l’innovazione in agricoltura) ex Esab, un Ente strumentale della Regione Basilicata, il primo cittadino di Policoro, Nicola Lopatriello, dopo una lettera inviata all’Alsia per un sollecitare un incontro urgente per la definizione una volta per sempre dell’acquisizione a patrimonio comunale dei locali dell’ex Municipio di Policoro, insieme all’assessore ai Lavori pubblici, Nicola Viola, e quello all’Urbanistica Vincenzo Di Cosola, nella mattinata di giovedì hanno incontrato i tecnici della Regione Basilicata e Alsia.
“Da anni –osservano gli amministratori- chiediamo che venga definita la questione dei locali comunali della piazza centrale di Policoro poiché è nostra intenzione utilizzarli per il recupero totale dell’intera area, dopo che l’abbiamo adibita ad isola pedonale e dopo i lavori di completamento della biblioteca “Massimo Rinaldi”.
 Oggi questo processo è rimasto incompiuto proprio perché i tempi della Pubblica amministrazione sono biblici.
 E’ veramente triste recarsi in piazza la sera e vedere saracinesche abbassate quando ci sono persone che hanno fatto richiesta al Comune di quei locali per renderli fruibili alla cittadinanza. 
Finora sono stati chiamati a versare il riscatto solo i privati presenti in piazza Eraclea, e la nostra volontà è quella di accelerare l’iter anche al pubblico della cessione dei locali dove fino alla metà degli anni Ottanta sorgeva il Palazzo di città. Dal canto loro i funzionari hanno manifestato la massima apertura verso la definizione rapida della dismissione di questi immobili che potrebbero essere acquisiti a patrimonio pubblico. 
Però occorre misurarsi con una serie di norme regionali ormai superate dal tempo. Pertanto la speranza è quella che la volontà della comunità di crescere si possa concretizzare nel più breve tempo possibile”. 
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