La vita contadina in mostra a Colobraro

Scritto da Emmenews on . Postato in Cronaca


I mestieri, le abitudini e le tradizioni della civiltà rurale rivivono grazie alla mostra dedicata all’arte contadina, allestita per il quinto anno consecutivo a Colobraro, nei locali dell’ex edificio scolastico di viale Vittorio Veneto.
L’esposizione, che dopo alcune aperture estive è adesso permanente, è nata nel 2007 dal progetto scolastico “La memoria racconta”, realizzato dai docenti e dagli alunni della scuola primaria e secondaria dell’istituto comprensivo “Isabella Morra” di Valsinni, plesso di Colobraro.
Grazie all’esposizione hanno preso nuovamente vita gli oggetti d’uso più comune nelle case dei nostri nonni: l’aratro, il braciere, la “naca”, il “troccolone”, la madia, il “cozzo”, gli attrezzi del barbiere, del fabbro e del panettiere, gli antichi giocattoli e gli strumenti per andare a scuola.
E un telaio del 1946, ancora funzionante, simbolo di una società di altri tempi.
Novità di quest’anno la stanza da letto degli sposi, allestita con i mobili e gli oggetti originali risalenti alla fine dell’Ottocento e tipici in una casa di una famiglia contadina lucana.
Ovviamente tutti gli oggetti esposti, insieme ai tanti rimasti fuori dalla mostra per motivi di spazio, sono originali e provengono dalle case dei colobraresi più anziani, memoria storica di come si svolgeva la vita nei paesi lucani fino a pochi decenni fa.
La mostra contadina non si ferma a Colobraro ma viaggia anche in Rete, grazie al giovane web-master Pasquale Troccoli, autore del sito www.magicocolobraro.tk, che raccoglie le immagini dell’esposizione e le notizie più interessanti sul comune sinnico.
Chi invece vorrà recarsi a Colobraro per riscoprire gli aspetti della società rurale, potrà visitare la mostra tutti i giorni, dalle 18 alle 20, approfittando anche degli altri eventi organizzati per l’estate colobrarese, come gli ultimi due appuntamenti agostani di “Sogno di una notte…a quel paese”, il percorso teatralizzato tutto incentrato sulla leggenda secondo cui nominare il nome del piccolo suggestivo centro sinnico porterebbe sfortuna.
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