Una lezione di “magiche ricette” all’alberghiero di Marconia

cuochi

Il 4 dicembre l’Istituto Professionale Alberghiero (Ipseoa) di Marconia, sede coordinata dell’Istituto di Istruzione Superiore “G. Fortunato” di Pisticci, ha ospitato un evento straordinario dal punto di vista tecnico-professionale ma anche da quello emozionale.

Sono infatti intervenuti, in un laboratorio appositamente allestito nell’Auditorium dell’l’ITAA, due esponenti di rilievo nel panorama della ristorazione italiana: gli chef Rossanina del Santo e Antonio Ciotola che hanno incontrato gli studenti dell’indirizzo di Enogastronomia dell’Istituto Alberghiero, con il patrocinio della F.I.C. e del Dipartimento Solidarietà Emergenze Basilicata.

Eccellenti professionisti nel loro campo, molto apprezzati a livello nazionale, entrambi gli chefs hanno dovuto superare durissime prove nella loro vita e il racconto delle loro esperienze ha stupito, in qualche momento divertito ma, più spesso, ha emozionato.

La toscana Rossanina del Santo, nota con lo pseudonimo di Maga Merletta, è uno scricciolo di donna con un sorriso contagioso e una forza straordinaria; affetta fin da piccolissima da una grave malattia autoimmune, ha dovuto superare diverse difficoltà, riuscendo a vincerle ma diventando intollerante a quasi tutti i componenti degli alimenti che abitualmente mangiamo.

I suoi problemi alimentari e la grande passione per la cucina l’hanno fatta diventare una delle maggiori esperte di intolleranze, portandola a creare “magiche ricette” rivolte a tutti quelli che hanno i suoi stessi problemi, con uno sguardo particolare verso i bambini. Molto attiva anche sui social, ha fatto della sua difficoltà una missione, perché, facendo sua una frase di Sant’Agostino, “ogni sofferenza condivisa si dimezza e ogni gioia condivisa si raddoppia”.

Antonio Ciotola, chef napoletano dalla parlantina sciolta e dalla battuta facile, ha perso totalmente la vista anni fa, per lo scoppio di un petardo a Capodanno. Noi, però, l’abbiamo visto affettare, tagliare, sfilettare con una velocità ed una precisione impressionanti. Descritto come “lo chef con gli occhi nelle mani”, ha intrattenuto una platea di ragazzi che lo osservavano stupiti e attenti per la maestria con cui eseguiva le sue preparazioni e, nello stesso tempo, ascoltavano rapiti le sue spiegazioni, i suoi consigli e i suoi aneddoti densi di battute di spirito, con il suo bellissimo accento napoletano. Durante la sua esibizione, con l’aiuto dei suoi collaboratori, ha preparato in pochissimo tempo una carbonara, un filetto di lombo e un dessert senza mai smettere di raccontare le sue esperienze e di come la vita può riprendere vigore anche dopo una disgrazia che, invece di trasformarti in un disabile, ti apre prospettive diverse ma ugualmente esaltanti e gratificanti. Il suo motto è “Quann bbuon bbuon, chiù nnir ‘ra mezzanott ’n pò vvnì”, perché la “pillola della guarigione” è l’ottimismo.

Gli studenti dell’IPSEOA hanno avuto la fortuna di conoscere due persone realmente appassionate della vita, che hanno saputo trasformare gli ostacoli in splendide opportunità e il cui desiderio principale è quello che le loro esperienze siano condivise soprattutto tra i ragazzi che si apprestano a fare dell’arte della cucina il proprio lavoro. L’Istituto Alberghiero, ringrazia quanti hanno reso possibile l’iniziativa, il Dirigente Scolastico dell’I.I.S. “G. Fortunato”, prof. Francesco Di Tursi, il DSE Basilicata, la F.I.C. e il prof. Francesco Rosafio, ma soprattutto ringraziamo tutti i ragazzi che, con la loro presenza attenta e partecipativa, hanno dimostrato, una volta di più, come questa Scuola sia un punto di riferimento importante di tutto il territorio, per come sa coniugare la crescita formativa degli studenti con il mondo delle esperienze lavorative e umane.

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