Coronavirus: Caritas diocesana di Tursi-Lagonegro e Ugl Matera a confronto su come aiutare ancora di più i bisognosi

Gazzaneo Don Giuseppe,Direttore Caritas Diocesana di Tursi-Lagonegro.

Caritas Diocesana e parrocchie, in particolare, sono in prima linea nell’affrontare l’emergenza povertà acuita dalla pandemia da coronavirus.

In questi giorni, sul territorio, le Caritas parrocchiali sono attivamente impegnate nel dare aiuto alle famiglie nel bisogno attraverso un servizio quasi interamente offerto da volontari che, osservando tutte le precauzioni del caso, distribuiscono pacchi con generi alimentari e beni di prima necessità.

E’ quanto emerso nell’ambito di un incontro in videoconferenza svoltosi tra il Direttore della Caritas Diocesana di Tursi-Lagonegro, Gazzaneo Don Giuseppe e, il segretario provinciale dell’Ugl Matera, Pino Giordano i quali hanno inteso confrontarsi e fare il punto della situazione sociale in vista di una eventuale ripartenza della cosiddetta fase2 Conid-19.

Entrambi i due esponenti hanno condiviso ognuno per il suo compito e competenza che, “ad oggi sono tanti i volontari che impegnati a fianco della Caritas e dell’Ugl preparano sporte alimentari e pacchi spesa da distribuire alle famiglie in difficoltà. Con la ‘Spesa Sospesa’, a Policoro, iniziativa della Caritas, dell’ANFASS e de La Mela di Odessa, si è estesa la rete dove vede partecipare la gran parte delle catene di supermercati  a sostegno delle famiglie dalle parrocchie della Città: in tutti i punti vendita è possibile donare beni alimentari, prodotti per l’igiene e denaro negli appositi contenitori. Le merci – ha proseguito Don Gazzaneo – vengono ritirate per poi essere distribuite alle famiglie in difficoltà.

Secondo Pino Giordano, Segretario provinciale dell’Ugl Matera, “ora è giunto il momento di garantire la massima protezione sociale per tutti, in salute ed economica:due emergenze profondamente intrecciate e che con il Coronavirus in queste settimane sono drammaticamente in primo piano”.

C’è una fetta di cittadini nel territorio della nostra Provincia e in special modo a Policoro, priva di ogni protezione sociale. L’emergenza COVID-19 sta facendo emergere una situazione drammatica, risultano esserci famiglie non censite dagli assistenti sociali, i cosiddetti ‘poveri grigi’ che sono poveri senza mai sembrare tali, che fino a qualche mese fa sopravvivevano con lavori saltuari, precari, flessibili  o addirittura in nero, e che per timore o vergogna non hanno mai chiesto aiuto. A questi – ha concluso Giordano  – ringraziando l’operato di tutti, volontari della Caritas e dell’Ugl, vanno aggiunti anche quei tanti operatori del commercio su aree pubbliche che da settimane a seguito delle restrizioni, non hanno più un centesimo, e che si vedono costretti per sopravvivere, a chiedere soldi in prestito ai propri parenti ed amici”.

Don Gazzaneo e Giordano invitano tutti a spendersi, mai come ora, continuando nel lavoro dei piani sociali di zona a proposito di politiche sociali di inclusione, passando anche per il REI, usando le forme possibili per combattere la povertà, i rimasti senza lavoro, gli studenti, gli emarginati, valorizzando anche la legge regionale esistente sulle eccedenze alimentari.

Entrambi, si dicono fiduciosi perché c’è grande desiderio di riscoprirsi e fare comunità, di mettersi in rete, di ascoltarsi e di cercare, ciascuno nelle sue possibilità e competenze, di essere fedeli alla propria missione, religiosa, sindacale, sociale. La sinergia tra le realtà che operano sul territorio è fondamentale. Ridandosi un nuovo appuntamento, entrambi i dirigenti Don Gazzaneo e Giordano hanno inteso concludere l’incontro facendo proprio il pensiero del Santo Padre, Papa Francesco il quale tutti i giorni Bergoglio ha contatti con l’esterno, sente persone, chiama, si fa dare notizie.

“Vi immagino nelle vostre famiglie – dice -, mentre vivete una vita insolita per evitare il contagio. Penso alla vivacità dei bambini e dei ragazzi, che non possono uscire, frequentare la scuola, fare la loro vita. Ho nel cuore tutte le famiglie, specie quelle che hanno qualche caro ammalato o che hanno purtroppo conosciuto lutti dovuti al coronavirus o ad altre cause. In questi giorni penso spesso alle persone sole, per cui è più difficile affrontare questi momenti. Soprattutto penso agli anziani, che mi sono tanto cari”.

 

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