Crolla il ponte sulla provinciale Craco – Pisticci Scalo

strada

Non è nemmeno entrata in vigore l’ordinanza della Provincia di Matera che limitava il traffico ai mezzi pesanti che il ponte sulla strada provinciale ex SS 176 Pisticci Scalo – Craco, al Km 4 + 100, è venuto già.

A cedere è stata l’arcata che sorregge l’asse stradale, causando un cedimento di buona parte della carreggiata.

Solo la fortuna ha evitato che il crollo avesse conseguenze molto gravi, visto che al momento del cedimento non passava alcun mezzo.

Sul posto sono intervenuti Vigili del Fuoco e personale dell’amministrazione provinciale, che hanno disposto la chiusura al traffico dell’arteria con deviazioni su percorsi alternativi. 

Sulla questione è intervenuto il sindaco di Craco, Giuseppe Lacicerchia, con un duro comunicato.

“Per fortuna non ci sono vittime – scrive il primo cittadino del piccolo centro agrino – dichiaro che questa tragedia sfiorata è il risultato delle scelte sciagurate che da anni fanno la Regione e la Provincia di Matera. 

Da 15 anni abbiamo messo in evidenza lo stato di alta pericolosità di questa arteria fondamentale per l’intera provincia e regione che ricordo collega le tre fondovalli e  la Val D’Agri e la valle del Sinni e del Sarmento con la Puglia, Matera e Potenza.  

Centinaia di veicoli, autobus, camion, cisterne, tir  transitano tutti i giorni. 

Senza alcvun dubbio è una delle strade più importanti dell’intera regione. 

Da 15 anni il Piano di Sviluppo Regionale l’ha inserita tra le priorità ma le lobby della politica hanno deciso di dare priorità spesso a nuove strade inutili che servono solo alle clientele di alcuni politici. 

La sottovalutazione dello stato di pericolosità e l’andirivieni di cisterne di rifiuti petroliferi insieme all’intensissimo aumentato traffico hanno negli ultimi anni reso ancora più dissestata  e pericolosa questa arteria stradale che ricordiamo ha visto molti incidenti anche mortali. 

Questo è il risultato della mala politica, mi auguro che si intervenga con urgenza per ripristinare subito la transitabilità e con un progetto organico che colleghi la Basentana alla Val d’Agri. 

La politica regionale si assuma le responsabilità – conclude Lacicerchia – e la smettano di tutelare solo i loro feudi”.

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