Lettera aperta dei docenti dell’Istituto Comprensivo “Orazio Flacco” di Marconia sulla questione dimensionamento

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I docenti dell’Istituto Comprensivo “Quinto Orazio Flacco” di Marconia hanno scritto una lettera aperta al presidente della Giunta regionale, all’assessore regionale Roberto Cifarelli, al presidente del Consiglio regionale, al presidente della Quarta commissione del Consiglio regionale di Basilicata, al Tavolo tecnico Interistituzionale di Basilicata e ai segretari delle sigle sindacale di settore per esprimere la loro contrarietà alla soluzione sul dimensionamento scolastico 2018/2012 che interessa anche le scuole del territorio pisticcese.

Di seguito il testo della missiva:

“I docenti, lette le motivazioni della delibera della Giunta Comunale del Comune di Pisticci verbale n.164, prot.n.205 del 06/09/2018, avente in oggetto il “Piano triennale di dimensionamento scolastico 2018/2021, argomentazioni poi richiamate nella lettera-appello dei genitori degli alunni dell’Istituto “Padre Pio da Pietralcina”, indirizzata all’assessore regionale Roberto Cifarelli, intendono esprimere la loro contrarietà alla soluzione proposta nella su indicata delibera in quanto pienamente convinti del danno che la legge sul dimensionamento scolastico potrebbe arrecare al territorio in cui la stessa troverebbe applicazione.

In una regione quale la nostra, a forte decremento demografico, appare incongruo legare la sopravvivenza di unità didattiche storiche, divenute altresì punti di riferimento certi per l’intera comunità, a meri dati numerici.

La proposta contenuta nella delibera in argomento e diretta al Presidente della Giunta Regionale e all’Assessore competente, consisterebbe nell’aggregare la Scuola Primaria “A. Gramsci” via Monreale di Marconia di Pisticci (che conta attualmente 229 iscritti e che fa parte dell’Istituto Comprensivo “Quinto Orazio Flacco”), all’Istituto Comprensivo “Padre Pio da Pietralcina”, con la precisazione che “la soluzione prospettata sarebbe la meno impattante sugli allievi dal punto di vista didattico”.

Nella delibera, dunque, si ammette implicitamente che la soluzione proposta non avrebbe un impatto positivo sul territorio.

I sottoscrittori della presente ribadiscono, pertanto, il loro totale disaccordo con quanto esposto nella delibera in oggetto giacché si propone una “non soluzione” a un problema che sarebbe solo rinviato; ciò lo si evince chiaramente dai dati riportati in materia di decremento (ormai strutturale) della popolazione scolastica di Pisticci, decremento che interessa anche la frazione di Marconia.

Ci si interroga su quali soluzioni potranno essere ancora adottate in presenza di una ulteriore riduzione del numero di studenti iscritti presso l’unità didattica di Pisticci.

Non si comprendono, perciò, i motivi per cui eventuali deficienze della legge debbano essere subite dalla popolazione scolastica e per quale ragione si utilizzino artifizi numerici per contrastare lo spirito stesso della legge che pone alla base il risparmio di spesa anteponendolo ai principi della buona formazione didattica e al funzionamento dei presìdi scolastici.

Se la legge non va bene si abbia il coraggio di cambiarla!

Si dica che il diritto allo studio è prioritario rispetto a un modesto risparmio.

Si dica che la Scuola pubblica va potenziata.

Si dica che ogni edificio scolastico chiuso è una sconfitta per le istituzioni democratiche.

Si gridi con forza che il territorio lucano, quello pisticcese in particolare, ha già subito molte di queste sconfitte e che altre non sono più accettabili.

Se la reggenza è una malaugurata soluzione in caso di unità scolastiche con numero di alunni inferiore ai 600, se è interpretata come un ostacolo al buon funzionamento di un presidio scolastico, è l’istituto della reggenza che bisogna combattere.

Si è pronti a sostenere chiunque abbia il coraggio di schierarsi contro una legge che antepone piccoli risparmi alla qualità della formazione e alla tranquillità di alunni, famiglie e insegnanti che, a cadenza triennale, devono fare i conti con fantasiose alchimie numeriche finalizzate non già alla soluzione reale di un problema ma solo a procrastinarlo nel tempo in assenza di una minima visione di prospettiva.

Svolgano finalmente il loro ruolo le forze politiche e le organizzazioni sindacali affinché si cambi una norma che si prova continuamente ad aggirare.

La si smetta di richiamare, a sostegno dello smembramento delle scuole di Marconia, non meglio precisati motivi di unità territoriale tra due comunità.

Non si capisce, infatti, il perché una dirigenza in meno andrebbe a minare tale unità mentre la stessa sarebbe salvaguardata con una soluzione sciagurata e solo parziale che andrebbe a minare l’unità di presìdi storici della stessa comunità.

Non si capisce quali sarebbero le ricadute negative sull’intera popolazione.

Non si capisce come lo smembramento proposto continuerebbe ad “assicurare la dirigenza dei due Istituti Comprensivi, che negli anni hanno garantito un’offerta formativa variegata ed adeguata alle peculiarità di un territorio vasto e caratterizzato da due grandi centri urbani differenti tra loro per caratteristiche sociali e demografiche”, come scrivono i genitori degli alunni dell’Istituto Comprensivo “Padre Pio da Pietralcina” nella loro lettera.

Ci pare azzardato subordinare l’esistenza, temporanea, della dirigenza (solo la dirigenza) di un presìdio al depauperamento di un altro, in nome di una variegata offerta formativa.

Se, come tutti gli indicatori fanno pensare, il decremento della popolazione dovesse continuare, l’unica soluzione sarebbe quella di spostare nominalmente i presìdi di Marconia a Pisticci centro?

Il processo, già avviato con l’annessione all’Istituto Comprensivo “Padre Pio da Pietralcina” della Scuola dell’Infanzia “Rodari” di Marconia, dovrebbe continuare adesso con la Scuola Primaria di via Monreale? E con un’altra scuola la prossima volta? L’eventualità di cedere al’ “P.P. da Pietralcina” il plesso di via Monreale priverebbe l’Istituto Comprensivo “Flacco” di ampi spazi, interni ed esterni, con la conseguente impossibilità di svolgere importanti e fondamentali attività didattiche e non, che non si potrebbero svolgere né nell’edificio “S .G. Bosco”, date le conclamate limitazioni strutturali, né nel plesso della Scuola Media, data la sua conformazione.

Ci si chiede quale obiettivo sarebbe raggiunto se l’idea perorata dal sindaco di Pisticci andasse in porto. Avremo salvato la dirigenza di Pisticci e sacrificato tutto il resto. Allora non ci sarebbe più offerta formativa variegata, non ci sarebbero due dirigenze, forse neanche due entità scolastiche, e probabilmente neanche una unità territoriale. Ci sarebbero le scuole a Marconia e la dirigenza a Pisticci.

Non entriamo nel merito dell’offerta formativa dei vari Istituti sia per rispetto del lavoro svolto da ognuno di essi, sia perché riteniamo sarebbe difficile stilare una classifica dei meriti basata su una sterile elencazione che, siamo convinti, ogni presidio scolastico potrebbe produrre.

Auspichiamo, quindi, l’autorevole intervento delle istanze in indirizzo, a tutela dell’integrità dell’istituto Comprensivo “Quinto Orazio Flacco” di Marconia e per l’individuazione di una soluzione di prospettiva a salvaguardia dell’intero sistema scolastico della Regione Basilicata, più di altre, esposta all’accennato decremento demografico”.

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